Spiava i conti di Mattarella e Meloni, chiuse indagini su ex bancario

Tra le personalità politiche e istituzionali ’spiate’, Sergio Mattarella, Giorgia Meloni, Mario Draghi, Luigi Di Maio, Guido Crosetto, Ignazio La Russa, Matteo Renzi, Silvio Berlusconi, Ignazio Visco, Giuliano Amato, Maria Stella Gelmini, Daniela Santanchè, Mara Carfagna, Marta Fascina, Vittorio Sgarbi, Enrico Letta, Umberto Bossi, Francesco Boccia, Carlo Calenda, Raffaele Fitto

È stato licenziato ad agosto del 2024 Vincenzo Coviello, 54 anni, di Bitonto, in provincia di Bari, il dipendente della filiale Agribusiness di Banca Intesa San Paolo di Barletta, sede distaccata di Bisceglie, nella Bat, che avrebbe spiato ripetutamente i conti correnti di personaggi politici e rappresentanti istituzionali ai massimi livelli nazionali come il presidente della Repubblica, il presidente del Senato, i presidenti del Consiglio, il presidente della Corte Costituzionale, vari ministri (Difesa, Esteri, Turismo, Affari regionali ecc.), deputati, senatori, europarlamentari, il governatore della Banca d’Italia. Nei confronti dell’uomo è stato notificato un avviso di conclusione delle indagini preliminari, con invito a presentarsi per rendere interrogatorio, dal procuratore della Repubblica di Bari Roberto Rossi e dal sostituto procuratore della Direzione distrettuale antimafia Bruna Manganelli. Le ipotesi di accusa, tra le altre, sono di accesso abusivo a un sistema informatico, continuato e aggravato e accesso abusivo ai dati finanziari di numerose istituzioni poste a fondamento della Repubblica. Le indagini si sono sviluppate grazie all’acquisizione e all’analisi dei log di sistema e dei tracciati informatici dell’istituto di credito, dati che hanno permesso agli inquirenti di ricostruire nel dettaglio l’intricata rete delle presunte intrusioni. A farle partire la denuncia di un correntista nel luglio 2024, L’inchiesta ha richiesto “un grandissimo sforzo operativo”, sottolinea la Procura. “In tale cornice, appare doveroso enfatizzare il ruolo cruciale e l’altissima professionalità della Sezione di Polizia Giudiziaria Carabinieri in sede. La polizia giudiziaria, operando con dedizione assoluta e con il supporto di consulenti tecnici specializzati nel contrasto al cybercrime, ha saputo districare una mole imponente di dati digitali, decriptando un’indagine di eccezionale complessità tecnica che ha permesso di far luce su una compromissione dei sistemi informatici aziendali di proporzioni inedite”. Lo scenario emerso viene definito “di assoluta gravità”, e caratterizzato “dalla natura compulsiva e reiterata degli accessi abusivi, moltiplicatisi in maniera quasi ossessiva su una vastissima platea di soggetti”.

Le intrusioni si sono protratte nel silenzio per anni: le indagini hanno infatti permesso di accertare che sarebbero iniziate a gennaio 2020 e sarebbero continuate, in maniera costante, fino alla fine di aprile 2024. Sfruttando le proprie credenziali operative e le mansioni aziendali, il dipendente infedele si sarebbe reso responsabile di un monitoraggio occulto, sistematico e prolungato, violando ripetutamente e in modo mirato i dati sensibili e finanziari di ben 3.572 clienti tra i quali alte personalità dello Stato, esponenti delle Istituzioni e membri dell’attuale vertice politico-esecutivo. L’acquisizione di questi dati sensibili avrebbe esposto “a grave rischio non solo il diritto alla riservatezza dei singoli, ma la stessa sicurezza delle istituzioni democratiche. La gravità e la vastità delle intrusioni hanno conferito all’inchiesta un inevitabile risalto nazionale, richiamando la massima attenzione dei vertici istituzionali”. A dimostrazione dell’ interesse prioritario a porre un freno definitivo a un fenomeno illecito così allarmante e sviluppato capillarmente, l’indagine ha visto l’intervento della Direzione Nazionale Antimafia e Antiterrorismo (Dna). Il coinvolgimento di quest’ultimo organismo “certifica, in maniera inequivocabile, come la tutela della sicurezza cibernetica e il contrasto a ogni forma di spionaggio finanziario rappresentino un’esigenza assoluta e imprescindibile per la difesa del Paese”, evidenzia ancora la Procura. “L’incessante lavoro degli investigatori ha peraltro permesso di accertare che non ci si trova di fronte a un fenomeno isolato”. Nel corso delle indagini sono emersi profili di responsabilità a carico di altre sette persone, tutte dipendenti dello stesso Istituto di Credito. Questi ultimi si sono resi protagonisti di condotte del tutto analoghe a quelle del principale indagato, “sintomo di una preoccupante vulnerabilità al fascino della curiosità illecita o del dossieraggio, seppur caratterizzate da una minore offensività, frequenza ed entità, e non rivolte verso obiettivi istituzionali sensibili”.

Per tali ragioni, al fine di garantire la massima celerità processuale, la posizione di questi sette indagati è stata formalmente stralciata e i relativi fascicoli già trasmessi per competenza alle altre sedi giudiziarie dislocate sul territorio nazionale. All’indagato principale vengono oggi contestati, in un’unica cornice accusatoria, i reati di accesso abusivo a sistema informatico o telematico, aggravato dal fatto che l’infrastruttura bancaria colpita è formalmente inserita all’interno del Perimetro di Sicurezza Nazionale Cibernetica, rendendo l’attacco una minaccia diretta alle infrastrutture critiche del Paese, il procacciamento illecito di notizie concernenti la sicurezza dello Stato per aver acquisito informazioni segrete focalizzate in particolar modo sulle transazioni dei componenti del direttivo politico nazionale e, infine, plurime e sistematiche violazioni della normativa a tutela della Privacy, per aver effettuato il trattamento illecito e la potenziale diffusione di dati personali altamente sensibili. I fatti si sarebbero verificati in modo più intenso dal 2018 al 2023. Tra il 21 febbraio 2022 e il 24 aprile 2024, Coviello avrebbe effettuato un totale di 6.573 accessi e interrogazioni abusive sui rapporti bancari di 3.541 clienti di 685 filiali di Intesa San Paolo. Tra le personalità politiche e istituzionali ’spiate’, Sergio Mattarella, Giorgia Meloni, Mario Draghi, Luigi Di Maio, Guido Crosetto, Ignazio La Russa, Matteo Renzi, Silvio Berlusconi, Ignazio Visco, Giuliano Amato, Maria Stella Gelmini, Daniela Santanchè, Mara Carfagna, Marta Fascina, Vittorio Sgarbi, Enrico Letta, Umberto Bossi, Francesco Boccia, Carlo Calenda, Raffaele Fitto.

Articoli correlati