Spreco alimentare, un bando europeo per finanziare la lotta al fenomeno

Nella Ue ogni anno vengono buttati via 58 milioni di tonnellate di cibo. Il finanziamento (4 milioni) per ridurre lo spreco nell’intera filiera agroalimentare

Un piano da 4 milioni di euro per sostenere iniziative che hanno come obiettivo la riduzione degli sprechi alimentari. A stanziare queste risorse è la Commissione europea, attraverso l’Agenzia esecutiva per la salute e il digitale (Hadea), con il bando EU support to Stakeholders to improve measurement of food waste and help implement food waste prevention in their operations and organisation (SMP-FOOD-2026-FW-STAKEHOLDERS-PJ).

Punto di partenza il fatto che nell’Ue, ogni anno si generano oltre 58 milioni di tonnellate di sprechi alimentari, con costi associati stimati in 132 miliardi di euro.

«Dal 2016, l’Ue ha attuato un piano d’azione specifico per ridurre le perdite e gli sprechi alimentari, che comprende azioni sia regolamentari che non regolamentari – si legge nell’introduzione al bando -. Nel 2016, la Commissione ha istituito , con l’obiettivo di supportare tutti gli attori nella definizione delle misure necessarie per prevenire gli sprechi alimentari, nella condivisione delle migliori pratiche e nella valutazione dei progressi compiuti nel tempo».

La Piattaforma ha elaborato raccomandazioni chiave per l’azione nella prevenzione degli sprechi alimentari, «che affrontano le azioni richieste agli attori pubblici e privati in ogni fase della filiera alimentare». La condivisione delle migliori pratiche continua all’interno della Piattaforma, giunta al suo secondo mandato, con un terzo mandato previsto per il periodo 2027-2031. Il 19 febbraio 2025, la Commissione ha presentato la sua Visione per l’agricoltura e l’alimentazione, che includeva azioni per la prevenzione degli sprechi alimentari. «Secondo la Direttiva quadro sui rifiuti modificata, gli Stati membri devono ridurre gli sprechi alimentari del 10% nella trasformazione e nella produzione e del 30% (pro capite) nella vendita al dettaglio e nel consumo (ristoranti, servizi di ristorazione e famiglie) entro il 2030 – si legge nell’introduzione al bando -. Per raggiungere gli obiettivi, gli Stati membri devono adottare misure appropriate per prevenire la generazione di sprechi alimentari lungo l’intera filiera alimentare. Di conseguenza, gli operatori del settore alimentare, siano essi produttori, trasformatori o fabbricanti, grossisti e coloro che rendono gli alimenti disponibili al consumo (settore dell’ospitalità, rivenditori), nonché i consumatori, svolgono un ruolo importante nel contribuire agli sforzi degli Stati membri».

In questo quadro rientra quindi il bando il cui obiettivo è quello di sostenere sia iniziative portate avanti dal pubblico, sia da privati per la «riduzione concreta degli sprechi alimentari lungo tutta la filiera agroalimentare». I progetti devono riguardare l’intero corso che dalla produzione arriva al consumo domestico.

Con le risorse in campo saranno coperte spese pari al 50% dei costi ammissibili per progetti con un budget di riferimento pari a 300.000 euro. La durata dei progetti è compresa tra 18 e 24 mesi.

Tre le direttrici su cui si sviluppa il bando. Si passa dalla prevenzione e riduzione degli sprechi nella filiera intermedia, produttori, distributori, operatori della ristorazione, attraverso pratiche collaborative e innovazione organizzativa; al recupero e valorizzazione delle eccedenze. Ossia «flussi secondari e prodotti in esubero che, invece di essere eliminati, possono essere trasformati, ritrattati e reintrodotti nel mercato commerciale o non commerciale, attraverso nuovi metodi di lavorazione o riconfezionamento». Poi un’attenzione al consumo: il bando sostiene lo sviluppo di soluzioni che aiutino i consumatori finali a prevenire lo spreco alimentare in casa. Il modo? «Prolungando la durata di conservazione dei prodotti, ripensando i formati delle confezioni o migliorando le informazioni sulle etichette».

Quanto alla finanziabilità delle proposte, il panorama è abbastanza ampio. Uno passa per lo sviluppo di iniziative che, attraverso una oculata gestione, riescono a prevenire gli sprechi. In questo scenario a giocare un ruolo importante possono essere anche le attività di «innovazione sociale». Un altro elemento considerato importante è quello legato all sviluppo di nuove tecnologie basate sull’innovazione. Attività che, come emerge da quanto previsto dal bando, possono passare anche per nuovi sistemi di imballaggio e di etichettatura. E poi le buone pratiche nel consumo domestico ed extradomestico.

Senza dimenticare poi banchi alimentari e altre iniziative volte a recuperare e ridistribuire i prodotti in eccedenza.

Al bando possono partecipare sia i privati sia gli enti pubblici di uno dei 27 Paesi membri dell’Ue o i Paesi e Territori d’Oltremare (PTOM) associati a Olanda, Francia e Danimarca. 

Le proposte devono essere presentate esclusivamente in formato elettronico attraverso il portale ufficiale della Commissione Funding & Tenders Portal. Le proposte sono ammissibili in tutte le lingue ufficiali dell’UE, ma viene raccomandato l’inglese. Domande entro il 15 ottobre 2026.

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