
Dai costumi delle gemelle di «Shining» al mistico «Star Child» di «2001 A Space Odissey», prosegue la fascinazione per il cinema da collezione
Che si ami o meno il cinema con la C maiuscola, certe scene, anche per via derivata, sono impresse nel nostro immaginario. Si pensi per esempio alle inquietanti gemelline in triciclo di «Shining» (1980), film feticcio di Stanley Kubrick (1928-1999), che sarà protagonista di un’asta monografica organizzata da Bonhams, «The Stanley Kubrick Collection», proprio per esitare il suo archivio personale di regista, costumi delle gemelle Grady inclusi.
La data da appuntarsi è il 3 febbraio 2027; sotto al martelletto di New Bond Street a Londra ci saranno oggetti di scena, sceneggiature, attrezzature e beni privati provenienti direttamente dagli Stanley Kubrick Film Archives. Alla vendita dal vivo si accompagnerà una sessione online, che si chiuderà il 4 febbraio.
Il lotto di punta è il «Bambino delle stelle», il prop originale dello «Star child» di «2001: Odissea nello spazio» (1968), stimato 600-800mila sterline. Attorno a questo oggetto dal sapore mistico, scampoli dalla genesi del film: la copia (con annotazioni del regista) del trattamento «Journey Beyond the Stars», firmato con l’autore del romanzo «2001: A Space Odissey» di Arthur C. Clarke (1917-2008) e base della sceneggiatura (30-50.000); un ciak di produzione Mgm (10-15.000) e il telescopio astronomico Questar con cui scrutavano il cielo Kubrick e lo stesso Clarke (5-7.000).
La battuta, tratto distintivo della versione italiana di «Shining» (1980) è la frase scritta – all’infinito – da Jack Torrance. Di quel film terrificante arrivano in asta i costumi di scena delle gemelle Grady (40-60.000 sterline), ma pure l’ascia per effetti speciali impugnata nella scena dell’omicidio di Dick Hallorann (30-50.000). Il grande tavolo da refettorio in quercia (10-15.000), in stile primo Settecento, costruito per il set intorno al 1980 proviene direttamente da casa Kubrick (il cineasta lo utilizzava nel suo ufficio). Completano il nucleo un ciak (10-15.000) e il mirino Taylor-Hobson Cooke Speed Panchro, siglato «SK» su un’etichetta bianca e usato sul set di «Shining» (10-15.000).
In catalogo, ci sono il David di Donatello (consegnato a Kubrick nel 1969 per «2001», 8-12.000 sterline), quello come miglior produttore straniero del 1988 per «Full Metal Jacket» (3-5.000) e il Leone d’oro alla carriera ricevuto alla Mostra di Venezia nel 1997 (6-8.000). Veneziana è anche la maschera piumata della donna misteriosa di «Eyes Wide Shut» (1999), proposta a 3-5.000 sterline, come il mantello della società segreta e il ciak usato per le prove luci.
Qualcuno a febbraio del prossimo anno potrà avere sotto le dita il copione di «Lolita» (1962), fittamente annotato da Kubrick (stima: 40-60.000 sterline), oppure quello personale di «Spartacus» (1960), stimato 20-40.000. Dello stesso kolossal sono offerti gli schizzi originali per lo storyboard (2-3.000). L’opera promozionale originale di «Arancia meccanica» (1971) a firma dell’illustratore Philip Castle (1942-2026) è stimata 5-7.000 sterlina. L’elmetto «Born to Kill» per «Full Metal Jacket» (1987) è proposto nella forchetta di stima di 10-15.000 sterline. Vi sono poi la sedia da regista (8-12.000), un ciak di «Barry Lyndon» (5-7.000). E poi una scacchiera (2-4.000): da giovane Kubrick sbarcava il lunario giocando a scacchi a Washington Square (New York), dove poi conobbe il produttore James B. Harris.
«Poche persone hanno avuto un impatto così travolgente sulla cultura visiva come Stanley Kubrick», osserva Claire Tole-Moir, responsabile del dipartimento Popular Culture di Bonhams. «Il suo stile preciso e audace e la sua padronanza tecnica sono così riconoscibili che la parola “kubrickiano” è entrata persino nel dizionario inglese». Prima dell’asta una selezione sarà esposta a New York (16-23 ottobre), Los Angeles [...]

