Le autorità statali chiedono a Meta miliardi di dollari e cambiamenti per proteggere i giovani dagli effetti nocivi di Facebook e Instagram
In palio non c’è soltanto una maxi multa ma il futuro dei social media negli Stati Uniti. Meta va alla sbarra in California dopo che, tre anni fa, il procuratore dello Stato, assieme a 29 colleghi, ha accusato l’azienda proprietaria di Facebook e Instagram di aver progettato le proprie piattaforme per creare dipendenza nei ragazzi, di aver mentito sui rischi e di aver raccolto illegalmente milioni di dati sui bambini.
Un processo dagli esiti potenzialmente storici che gli esperti legali hanno paragonato a quelli contro i grandi produttori di tabacco negli 50 o contro gli oppiodi nei primi anni del 2000. Casi esemplari che hanno cambiato quelle industrie per sempre. I procuratori di California, Colorado, Kentucky e New Jersey chiedono a Mark Zuckerberg fino a 1.400 miliardi di dollari e, soprattutto, modifiche ai suoi prodotti come l’inserimento di una procedura per verificare l’età degli utenti, la rimozione dei filtri che modificano l’aspetto fisico, l’eliminazione della riproduzione automatica dei video.
«Meta ha creato un prodotto pericoloso per i giovani utenti sapendo che era pericoloso e ha poi mentito a bambini, famiglie e comunità riguardo alla sua pericolosità», ha dichiarato l’attorney general della Callifornia Rob Bonta che sarà il primo ad argomentare per l’accusa. «Siamo pronti a chiamare Meta a rispondere della sua responsabilità nella crisi della salute mentale dei bambini americani».
Gli Stati sostengono inoltre che il gigante della tecnologia abbia violato il Children’s Online Privacy Protection Act raccogliendo dati milioni di dati relativi ai minori per utilizzarli nella creaizone di algoritmi che «creano dipendenza». Meta ha già perso due casi simili.
In California una giuria ha riconosciuto la società di Zuckerberg e Google responsabili dell’ansia e della depressione di una giovane donna, stabilendo un risarcimento complessivo di 6 milioni di dollari tra danni compensativi e punitivi. Un’altra giuria in New Mexico ha sentenziato che Meta ha violato le leggi statali a tutela dei consumatori, non proteggendo i minori e ingannando il pubblico e ha comminato al gigante tech una sanzione civile di 375 milioni di dollari, seguita da un ulteriore maxi multa da 567 milioni di dollari destinati a un fondo per interventi di assistenza e trattamento rivolti ai giovani. Questo caso è ancora più significativo poiché la California un potere e un’influenza maggiore e non solo negli Stati Uniti.
«Il New Mexico è uno Stato con circa 2 milioni di abitanti. Se si applicasse lo stesso ragionamento in California, Florida, Texas o New York sarebbe una vittoria capace di trasformare il mercato», ha commentato l’attorney general Raul Torrez dopo la sua vittoria in tribunale. Il procuratore sta ora lavorando a due leggi per rafforzare ulteriormente la protezione dei consumatori e dei minori online. Le nuove misure andrebbero oltre i social media, creando un quadro più ampio di tutela per le tecnologie emergenti, tra cui l’intelligenza artificiale e i chatbot.

