
Oltre 5.300 metri quadri di stand all’ombra della Torre Eiffel. Il gruppo guidato da Antonio Filosa arriva a Parigi con una presenza che non si vedeva da anni
Chiamarla rinascita sarebbe eccessivo ma al Salone di Parigi Stellantis mostra un volto molto diverso rispetto agli ultimi anni. Più di 60 veicoli, nove concept car, otto marchi e sei anteprime mondiali, all’interno dello stand più grande della manifestazione, con una superficie di 5.340 metri quadrati. Numeri che contano soprattutto per quello che c’è dietro: nuovi modelli, progetti destinati ad arrivare sulle strade e una strategia che prova a riportare il prodotto al centro. “Cinque mesi dopo, qui a Parigi, la nostra strategia è diventata realtà. E molto presto i nostri clienti potranno guidarla”, ha detto l’amministratore delegato Antonio Filosa, richiamando il piano FastLane 2030 presentato a maggio. John Elkann ha parlato invece di un piano “in piena fase di attuazione” e che “sta già generando risultati”. Il punto è anche quello di recuperare terreno in Europa, dove la concorrenza cinese cresce rapidamente. Al Salone sono presenti una ventina di marchi cinesi, il doppio rispetto al 2024, mentre la loro quota sul mercato europeo è arrivata al 10,7%. Stellantis prova a rispondere con nuovi prodotti e auto più accessibili, ma contemporaneamente utilizza le collaborazioni con gruppi cinesi per ridurre tempi e costi di sviluppo.
Uno dei simboli di questo cambio di passo è la Citroën 2CV Concept. Non è soltanto un esercizio sul passato. Il prototipo anticipa un modello che Citroën presenterà entro i prossimi due anni, sarà prodotto in Europa e punta a un prezzo di partenza di circa 15 mila euro. Il modello rientra nella direzione indicata dal progetto E-Car, annunciato da Stellantis a maggio per riportare sul mercato piccole elettriche economicamente più accessibili. La produzione delle prime E-Car è prevista dal 2028 a Pomigliano d’Arco, mentre le tecnologie Bev vengono sviluppate insieme a partner selezionati. “Desideravamo fortemente fornire una risposta a milioni di clienti in Europa che sono alla ricerca di un’auto elettrica accessibile”, ha spiegato Elkann a Parigi. L’obiettivo dichiarato è realizzare vetture elettriche competitive, mantenendone produzione e parte rilevante dello sviluppo in Europa.
È qui entra in gioco un altro pezzo della strategia Stellantis. Collaborare con i costruttori cinesi senza perdere le competenze interne. È questo un punto fondamentale della strategia di Stellantis, come spiegato Ned Curic, responsabile sviluppo prodotto e tecnologia del gruppo: “Possiamo certamente collaborare con altre aziende e stringere partnership, ma intendiamo portare avanti lo sviluppo insieme ai nostri team, all’interno dei nostri centri tecnologici europei”. Stellantis mantiene centri di sviluppo in Francia, Italia e Germania e, secondo Curic, vuole “continuare a progettare e sviluppare in Europa, costruendo una solida base tecnologica europea e mantenendo una presenza manifatturiera in Europa”. La collaborazione più evidente è quella con Leapmotor. “Stiamo sviluppando alcune tecnologie che potranno essere utilizzate a livello globale, concentrando le attività di sviluppo in Europa e puntando su una collaborazione approfondita con Leapmotor e con gli altri partner coinvolti”, ha aggiunto Curic. Un rapporto che mette insieme concorrenza e collaborazione. Stellantis vuole sfruttare velocità di sviluppo, tecnologie e scala dei partner cinesi, ma allo stesso tempo mantenere internamente le competenze considerate fondamentali.
Fiat mostra invece due modi differenti di immaginare la mobilità dei prossimi anni. La Multiplay è una concept lunga 4,45 metri che mette insieme [...]
Articolo precedente
Dal premio alle firme, i sei punti dei ricorsi contro la legge elettorale

