
All’evento è stato ribadito la richiesta all’Ue per rendere il mercato dell’auto equo
Mentre al ministero delle Imprese e del Made in Italy si parla della nuova Lancia Gamma, il grosso dei discorsi finisce per andare altrove. La vettura è stata presentata ieri a Roma, al Mimit, davanti al ministro Adolfo Urso, al presidente della Regione Basilicata Vito Bardi, al Coo Enlarged Europe di Stellantis Emanuele Cappellano e alla managing director di Stellantis Italia Antonella Bruno. Il modello nasce a Torino e prende forma a Melfi, ma il filo conduttore della mattinata è un altro: cosa deve fare l’Europa perché l’industria dell’auto continui a costruire, in Italia, qualcosa di più delle preserie.
Urso apre chiamando Gamma «il simbolo del rilancio dell’auto italiana», per poi spostare subito il discorso su Bruxelles e sulla riforma del settore chiesta dall’Italia anni fa con pochi altri Paesi, rilanciando le indicazioni della presidente della Commissione Ursula von der Leyen.
Cappellano rincara: «È il momento in Europa di decidere il futuro dell’industria automobilistica, dalle case ai fornitori: tutta la catena». Chiede regole uguali per chi produce sul continente e ricorda che gli investimenti dell’auto si programmano su anni, non su una legislatura: le decisioni, dice, vanno prese ora, perché un impianto non si riconverte in pochi mesi. Nella nota diffusa da Stellantis lo mette anche [...]
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