Stop import di carne dal Brasile: allarme costi e forniture per la Bresaola

I produttori temono un crollo delle forniture di materia prima del 25% con conseguente aumento dei costi. Riavviare il confronto Ue-Brasile alla ricerca di una soluzione

Grande preoccupazione nella filiera della Bresaola della Valtellina per lo stop imposto dalla Commissione Ue alle importazioni di carne dal Brasile. Il blocco dell’import scatterà domani per effetto della mancata certificazione di filiera da parte degli operatori brasiliani di non aver utilizzato nell’allevamento dei bovini un antimicrobico vietato in Europa.

«Chiariamo subito – spiega il direttore dell’Assica, l’associazione degli industriali dei salumi, Davide Calderone – che qui non c’è un rischio sanitario per il consumatore. Il punto è che il Brasile, anche per effetto dell’accordo tra Ue e Mercosur si sarebbe dovuto dotare di questo sistema di certificazione per escludere l’utilizzo dell’antimicrobico e al momento ancora non l’ha fatto. Lo hanno fatto invece i produttori di Argentina, Paraguay e Uruguay, gli altri paesi firmatari dell’intesa Ue-Mercosur e dai quali stiamo cercando di incrementare le nostre importazioni».

Chiarito che non sono in discussione potenziali rischi per la salute restano però sul tavolo le problematiche economiche, soprattutto per un prodotto d’eccellenza del made in Italy alimentare, come la Bresaola della Valtellina Igp che dipende dalla materia prima straniera e in particolare brasiliana.

«La nostra Bresaola – spiega il presidente del Consorzio della Bresaola della Valtellina Igp, Mario Moro – è prodotta per l’82% con carne sudamericana che al 60% proviene dal Brasile. Questo stop farà venir meno nell’immediato almeno il 25% della [...]

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