Studio Bocconi boccia “Strade sicure”: i militari presidiano ma con poteri limitati

Il focus arriva in un momento in cui si è sviluppato nella maggioranza un dibattito politico tra Matteo Salvini e Guido Crosetto

Il modello attuale dell’operazione Strade Sicure presenta «quattro forme di disallineamento»: la «missione eccezionale è divenuta permanente, ma il suo assetto continua a essere giustificato attraverso rinnovi anziché da una legge organica che definisca finalità, criteri di uscita e valutazione».

Il personale inoltre «può pattugliare e assistere a eventi criminali, ma non dispone sempre degli strumenti giuridici per completare il primo ciclo dell’intervento». «Il valore della presenza è spesso misurato in unità schierate, controlli o siti presidiati» e, infine, «ogni turno urbano sottrae tempo a preparazione, addestramento e recupero in una fase in cui la difesa collettiva richiede maggiore prontezza».

È quanto mette in evidenza uno studio del centro di ricerca e formazione strategica Shield della Sda Università Bocconi, dedicato alla sicurezza nazionale e in corso di pubblicazione sulla rivista scientifica Azienda Pubblica.

Un focus che arriva in un momento in cui si è sviluppato nella maggioranza un dibattito politico tra il vicepremier e ministro dei Trasporti, [...]

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