Sulle strade militari in quota tra Italia e Francia

Strada dell’Assietta, del Sale o dei Cannoni: nelle valli di confine in bicicletta su percorsi militari di alta montagna tra il torinese e il cuneese. Mulattiere e rifugi spartani dove si incrocia la Grande storia e le storie dei piccoli commerci di confine

È il paradiso del cicloturismo d’alta quota. Qui si pedala sopra i 2.000 metri, fino a 2.600 e oltre. A volte sopra le nuvole. Lo sguardo spazia su mezzo arco alpino con panorami a 360 gradi in un’area da dove nelle giornate di cielo terso la vista può estendersi dal Monte Rosa fino alla Corsica.

L’aggettivo “mozzafiato” non è un’iperbole. Descrive fedelmente il senso di rapimento estatico che il cicloviaggiatore può provare al cospetto di paesaggi così imponenti.

Siamo in Piemonte, sulle Alpi occidentali, dove una rete articolata di strade militari di alta montagna offre agli amanti della bici un parco giochi straordinario. Potete scordarvi il sovraffollamento che ormai da tempo affligge le Dolomiti. Da queste parti non ce n’è traccia. Almeno per ora.

I rifugi alpini sono spartani. A tavola, per fortuna, non servono ostriche e champagne, ma un piatto di polenta locale o di “acciughe al verde”. È la materia prima che nel corso dei secoli i pescatori liguri hanno portato fin qui, inerpicandosi lungo le mulattiere, primo nucleo di questa magnifica rete viaria.

Strada dell’Assietta, Via del Sale, Strada dei Cannoni: sono solo alcuni dei nomi di questo vasto patrimonio storico-paesaggistico, arrivato in buone condizioni fino ai giorni nostri. Si muovono tra Alta Val Chisone, Alta Val di Susa e Alta Val Maira nelle provincie di Torino e di Cuneo, al servizio di un complesso sistema difensivo di forti e poi di bunker, per presidiare i valichi potenzialmente esposti al rischio di invasioni nemiche.

A rendere uniche queste zone, infatti, non sono solo i paesaggi. I luoghi sono carichi di storia del Vecchio Continente. Ed è una storia insanguinata da guerre e conflitti, che racconta rivalità, diffidenza tra Stati grandi e piccoli, giochi diplomatici, voltafaccia.

Dove oggi i ciclisti pedalano felici in sella alle loro bici di ultima generazione, muscolari o (sempre di più) a pedalata assistita, nei secoli scorsi i giovani venivano a morire come carne da cannone al servizio delle ambizioni delle monarchie di cui erano sudditi.

E qui una riflessione è d’obbligo: gli oltre ottant’anni di pace che l’integrazione europea, con tutti i suoi difetti, ha regalato a ben tre generazioni è un dono straordinario senza precedenti nella nostra storia, da preservare a beneficio delle generazioni future.

Su queste montagne i Savoia e il Regno di Francia si sono guardati in cagnesco per centinaia di anni. È almeno dall’inizio del Settecento che il confine sui crinali delle Alpi Cozie è conteso e si sposta un po’ più ad Est o un po’ più ad Ovest secondo le vicende geopolitiche. Nel 1800, nella sua seconda campagna d’Italia, Napoleone varcò le Alpi sul Colle del Gran San Bernardo e da lì scese rapidamente in Valle d’Aosta e invase il Piemonte.

Ma in precedenza non erano mancate scaramucce e scontri militari. In cima alla Strada dell’Assietta, a quasi 2600 metri di altitudine, un piccolo obelisco ricorda la battaglia del 1747. Era in corso la guerra di successione austriaca. A Vienna doveva salire al trono Maria Teresa. Ma Francia, Spagna e Prussia si opponevano. L’Inghilterra si schierò con l’Austria e così fece Carlo Emanuele III di Savoia. L’esercito francese tentò di sfondare la linea difensiva dei piemontesi, ma le truppe sabaude riuscirono a respingere il nemico che pure aveva una schiacciante preponderanza numerica.

Un secolo più tardi l’aria era cambiata. La Francia di Napoleone III seguì con occhio benevolo il processo di unificazione dell’Italia guidato dai Savoia. L’obiettivo era indebolire l’Impero austro-ungarico, arcirivale storico di Parigi.

Poi negli anni Trenta del Novecento l’aria cambiò di nuovo. L’Italia fascista ricominciò a percepire la Francia come una minaccia e sentì l’esigenza di creare il Vallo Alpino Occidentale, una linea difensiva formata da forti, bunker, strade militari. La Strada dell’Assietta come la conosciamo oggi è il frutto del riassetto dato dal Genio militare nel 1937 – 1938.

Partendo dal Vallo Alpino, nel 1940, dopo l’ingresso del nostro Paese nella Seconda Guerra Mondiale, le truppe del Regio Esercito Italiano sferrarono un attacco contro la Francia, poi risoltosi in un [...]

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