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Cinquant’anni di presenza diretta sul mercato italiano, con un’attività sviluppata tra moto, automobili e motori marini.
Suzuki Italia festeggia nel 2026 mezzo secolo dalla nascita della filiale nazionale, fondata il 23 giugno 1976. Una storia iniziata nel 1970 con l’importazione delle motociclette e progressivamente allargata agli altri settori, fino all’ibrido e al debutto nel 2025 della prima automobile completamente elettrica del marchio.
Suzuki in Italia, tutto inizia dalle moto
La storia italiana parte nel 1970, quando Saiad, acronimo di Suzuki Articles Import And Distribution, avvia la distribuzione delle motociclette Suzuki. Tra i primi modelli arrivano Titan 500, Gt500 e successivamente Gt750, mentre parallelamente cresce l’attività sportiva attraverso il Suzuki Europa Racing Team. Il passaggio decisivo arriva il 23 giugno 1976 con la nascita di Suzuki Italia, che assume direttamente la distribuzione dei prodotti sul mercato nazionale. Nello stesso periodo prende il via anche l’attività Marine con i motori fuoribordo Dt a due tempi. Gli anni Ottanta segnano una prima fase di sviluppo tecnologico. Nel settore nautico arrivano il sistema di iniezione dell’olio per i due tempi e motorizzazioni con potenze superiori ai 100 cv. Sul fronte delle due ruote il 1981 è l’anno della Gsx1100 Katana e del titolo mondiale nella classe 500 conquistato da Marco Lucchinelli con la Rg500 del Team Gallina. Nel 1985 debutta la Gsx-R750, affiancata in quegli anni dalla Dr 600 Big e dalla Rgv250.
Dalle moto alle automobili
L’ingresso nel mercato automobilistico italiano risale al 1982 attraverso Autexpò. La distribuzione resterà affidata a questa struttura fino al 1995, quando passerà direttamente a Suzuki Italia. I primi anni sono quelli dei fuoristrada Lj80, Sj410 e Sj413, seguiti da Samurai, Swift, Alto, Maruti 800 e Wagon R. Nel 1988 arriva Vitara, modello che negli anni successivi assumerà un ruolo centrale nella gamma Suzuki. Sempre nel 1982 arriva un altro titolo mondiale nella classe 500, questa volta con Franco Uncini.
Negli anni Novanta continua lo sviluppo nei tre settori. Nei motori marini debutta l’iniezione elettronica con il Dt150 Efi, mentre nel 1994 arrivano i primi fuoribordo quattro tempi da 15 e 9,9 cv. Nel motociclismo Kevin Schwantz vince il mondiale 500 nel 1993 con la Rgv500, mentre nel 1998 debutta Burgman 400. Un anno dopo arriva la Gsx-1300R Hayabusa, capace di superare i 300 km/h, mentre nel settore automobilistico entra in gamma Jimny, modello che rafforza la presenza Suzuki tra i fuoristrada compatti.
Gli anni Duemila tra Swift, Ignis e Gsx-R
Con il nuovo millennio la gamma si amplia ulteriormente. Nel 2000 arrivano i fuoribordo Df140 e Df115, mentre tra le automobili debutta Ignis, proposta che combina dimensioni contenute e impostazione rialzata. Nello stesso anno Kenny Roberts Jr conquista il mondiale 500 con la Rgv Gamma 500. Seguono Gsx-R1000 nel 2001, V-Strom 1000 nel 2002 e Burgman 650 nel 2003.
Anche il settore Marine prosegue sul fronte tecnologico. Nel 2004 il Df300 introduce i comandi elettronici Drive-by-Wire, mentre nello stesso periodo Suzuki avvia nel settore automobilistico il programma di rinnovamento denominato Renaissance. La seconda generazione di Swift è uno dei primi modelli di questa fase, seguita dalla terza serie di Vitara. Nel 2006 arriva Sx4, primo crossover del marchio, mentre nel 2013 debutta S-Cross.
Sul fronte delle due ruote, nel 2006 la Gsr600 supera le 7.700 immatricolazioni in Italia e chiude l’anno al primo posto tra le naked. Tre anni più tardi Suzuki Italia ospita il primo Centro Stile Europeo del marchio, dedicato allo sviluppo del design dei futuri modelli a due e quattro ruote e collegato con le strutture di Hamamatsu, Yokohama e Maruti Suzuki in India.
Dall’ibrido al ritorno in Motogp
Dal 2010 prosegue lo sviluppo dei motori fuoribordo, con il Df40 e successivamente con sistemi che permettono di selezionare il senso di rotazione del piede. Nel 2015 Suzuki torna in Motogp con il Team Suzuki Ecstar guidato da Davide Brivio, con Aleix Espargaró e Maverick Viñales sulla Gsx-Rr. L’anno successivo, nel settore automobilistico, Baleno Hybrid segna l’inizio dell’ibridizzazione della gamma Suzuki. Nel 2017 arrivano una nuova generazione di Swift, l’evoluzione del Burgman 400 e la Gsx-R1000. Nel 2018 debutta il Df350a con tecnologia Dual Prop e due eliche controrotanti, mentre tra le automobili torna Jimny con una nuova generazione. Nello stesso periodo viene riproposta anche Katana. Due anni più tardi Joan Mir conquista il titolo Motogp con Suzuki, mentre la gamma automobilistica prosegue il percorso di elettrificazione avviato nel 2016.
La gamma Suzuki negli anni più recenti
Nei primi anni del decennio Suzuki completa l’ibridizzazione della gamma automobilistica. Secondo i dati riportati dalla Casa, oltre 240.000 clienti hanno scelto una Suzuki Hybrid. Nel 2020 arriva Across Plug-in, seguita da Swace Hybrid nel 2021(rimarchiamenti dei modelli Toyota Rav4 e Corolla) e dagli aggiornamenti di Vitara Hybrid e S-Cross Hybrid nel 2022.
Nel settore motociclistico il 2022 porta al debutto V-Strom 800de e Gsx-8s, entrambe basate sulla piattaforma con motore bicilindrico parallelo da 800 centimetri cubi. Nello stesso anno Suzuki estende ai fuoribordo da 100 a 140 cv il Micro-Plastic Collector, sistema di filtrazione delle microplastiche integrato nel circuito di raffreddamento. Nel 2023 arriva il Df250 Kuro e nel 2024 la gamma Marine si amplia con la Stealth Line, disponibile con potenze da 115 a 350 cv.
Il 2024 coincide anche con il debutto della quarta generazione di Swift, modello che nel luglio 2025 ha raggiunto i 10 milioni di esemplari venduti nel mondo secondo i dati interni Suzuki. Nello stesso periodo arrivano la Gsx-S1000gx con sospensioni elettroniche e il ritorno della Dr-Z4 nelle versioni Enduro e Supermotard. Il passaggio successivo arriva nel 2025 con eVitara, prima automobile completamente elettrica del marchio. Sul fronte delle moto vengono invece presentate Gsx-8t e Gsx-8tt, modelli che riprendono alcuni elementi stilistici delle Suzuki del passato.
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