
Protocollo con il Cnr. Il responsabile della Farnesina: «La nostra diplomazia scientifica deve mettere ancora di più al centro il tema dell’innovazione e il sostegno alle start-up»
Una diplomazia che prende per mano la ricerca e la conduce all’estero. Il tutto grazie ai ricercatori italiani nel mondo, ambasciatori del patrimonio scientifico italiano all’estero. «Da Reggio Calabria voglio lanciare una nuova iniziativa chiave: la prima Strategia nazionale per la diplomazia scientifica», ha affermato il ministro degli Esteri Antonio Tajani parlando dal palco della Conferenza degli addetti scientifici del Maeci a Reggio Calabria.
«Da oggi – ha chiarito – inizia un percorso con i ministeri, le università e gli enti di ricerca per la definizione di un documento strategico per rafforzare la diplomazia scientifica e la ricerca scientifica italiana all’estero. Vogliamo sistematizzare e rilanciare la nostra azione» ha aggiunto. In questo ambito, i ricercatori italiani nel mondo avranno un ruolo chiave, ha detto. «Per la prima volta abbiamo riunito i presidenti delle associazioni dei ricercatori italiani all’estero. Sono molto lieto di annunciare che oggi, proprio qui a Reggio Calabria, nasce la Confederazione delle associazioni dei ricercatori italiani nel mondo».
«La diplomazia scientifica è ora un pilastro fondamentale della diplomazia della crescita – ha ricordato Tajani -. La scienza è un grande motore di competitività e crescita. Intelligenza artificiale, robotica e digitalizzazione stanno trasformando l’industria. L’Italia deve guidare questi processi. Con gli addetti scientifici trasformiamo le nostre ambasciate in avamposti della ricerca italiana nel mondo. Per questo ho deciso di investire sempre [...]
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