
Un ritorno all’essenza, quasi alle origini, al pensiero e al sogno di Lucio Tasca d’Almerita, che ha dato lustro alla sua azienda e, con le sue intuizioni, ha contribuito alla crescita del vino siciliano. È questo che rappresenta Lucio Pensiero, il nuovo vino con cui Tasca d’Almerita recupera la visione di Lucio e la trasforma in una chiave per il futuro. Saranno 5.580 le bottiglie da 0,75 litri, cui si aggiungono Magnum e formati da 3 e 5 litri, con i grandi formati destinati anche al collezionismo. La produzione limitata rafforza il posizionamento e la vocazione da collezione.
Il filo parte dal 1984, quando Lucio Tasca introdusse a Regaleali Cabernet Sauvignon e Chardonnay, tra i primi in Sicilia a scommettere sulle varietà internazionali. Lucio Pensiero riparte da quell’intuizione: l’annata è la 2022, con Cabernet Franc, Merlot e Cabernet Sauvignon coltivati a Regaleali, non per replicare un taglio bordolese ma per esprimere il carattere della tenuta siciliana.
«Mio padre Lucio è stato uno di quegli uomini che sanno vedere oltre. Questo vino non nasce solo dalla gratitudine, ma dal desiderio di continuare il suo pensiero», dice Alberto Tasca d’Almerita, ottava generazione della famiglia alla guida della cantina.
L’operazione arriva in una fase in cui l’azienda punta a rafforzare il valore delle proprie etichette e la presenza internazionale. Nel 2025 il giro d’affari si è attestato a 16,8 milioni di euro, contro 17,3 milioni dell’anno precedente, mentre l’Ebitda ha raggiunto 3,85 milioni, pari al 22,9% dei ricavi. L’export vale 6,3 milioni, il 37,6% del fatturato. Germania e Stati Uniti sono mercati chiave e, dopo il riassetto degli importatori, la nuova direzione commerciale ha puntato sul consolidamento degli accordi e sul rilancio delle vendite all’estero. La Germania, in particolare, è stata indicata da Alberto Tasca come il principale mercato export dell’azienda.
È dentro questo quadro che Lucio Pensiero va oltre il lancio di una nuova etichetta. La tiratura limitata, i grandi formati e l’ingresso nel circuito delle aste indicano una strategia orientata all’alta gamma e alla costruzione di valore nel tempo. Il vino viene presentato a Roma da Pandolfini e anticipa l’asta dedicata ai vini pregiati e da collezione in programma a Firenze nel novembre 2027, quando saranno battuti anche i grandi formati.
Un segmento che continua a crescere. Pietro De Bernardi, amministratore delegato di Pandolfini, ha ricordato che «quanto sia importante e in crescita il settore dei vini da collezione»Lo mostrano anche i risultati di Pandolfini: nel 2025 la casa d’aste ha totalizzato 36,125 milioni di euro di vendite, dei quali 2,571 milioni nel comparto Vini pregiati e da collezione, circa il 7% del totale. Le tre aste live dedicate al vino hanno superato i 2,5 milioni, con una crescita superiore all’8% rispetto al 2024. Rarità, piccole produzioni e grandi formati diventano così un pezzo sempre più importante del mercato del vino di qualità.
Il cuore resta Regaleali: circa 600 ettari nel centro della Sicilia, sei colline e dodici tipologie di suolo. Qui nel 1959 Giuseppe Tasca piantò Nero d’Avola e Perricone sulla collina San Lucio, da cui sarebbe nato il Rosso del Conte; poi arrivarono le intuizioni di Lucio. Oggi la scommessa è trasformare quel patrimonio in maggiore valore, in Italia e sui mercati internazionali. La formula resta quella che Lucio amava ripetere: «Occhi alle stelle e piedi per terra». Anche Alessandro Tasca, figlio di Alberto e nipote di Lucio, entra in questo racconto di continuità. È sua l’idea di riportare nel presente il Tempo di Porazzi, lo spartito composto da Richard Wagner nel 1881 durante il soggiorno a Villa Tasca e custodito dalla famiglia per oltre 140 anni. Alessandro ha invitato a Regaleali gli artisti tedeschi Boris Steffen e Gregor Schönborn, che hanno reinterpretato la composizione attraverso la musica elettronica. Da quell’esperienza è nato il documentario The Wagner Gift.
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