
Il voto del Parlamento Ue: delusione dalle filiere dell’agricoltura e dei pannelli. Ora i negoziati
Il 15 settembre il Parlamento europeo ha adottato la sua posizione sull’estensione del Cbam (carbon border adjustment mechanism: la tassa sul carbonio applicata alle merci importate da Paesi extra-Ue) e sull’istituzione di un fondo a sostegno della decarbonizzazione. Con 464 voti favorevoli, 50 contrari e 159 astensioni, gli eurodeputati hanno sostenuto la proposta della Commissione di estendere l’applicazione del meccanismo oltre le materie prime di base a un ampio elenco di prodotti a valle, più ampio rispetto al testo originario: prodotti finiti in acciaio e alluminio come elementi di fissaggio, fili metallici, molle e articoli per la casa. Hanno inoltre chiesto l’introduzione di un’esenzione per i flussi di energia elettrica provenienti da Paesi extra-Ue utilizzati dai gestori delle reti per mantenere la stabilità della rete.
È stata invece respinta la misura di salvaguardia proposta dalla Commissione, che avrebbe consentito di escludere determinati beni dal Cbam in caso di shock dei prezzi (articolo 27a). Al suo posto, il Parlamento ha proposto di destinare temporaneamente i proventi del Cbam derivanti dai beni interessati ai settori colpiti. Ha inoltre eliminato la possibilità, proposta dalla Commissione, di utilizzare i crediti di carbonio previsti dall’articolo 6 dell’Accordo di Parigi per compensare gli obblighi derivanti dal Cbam, poiché la questione dovrebbe essere discussa nell’ambito della prossima [...]

