Tatuaggi e piercing, imprese più che raddoppiate in 10 anni

Indagine Unioncamere-InfoCamere: attività aumentate del 160% tra il 2017 e il 2026. In testa Roma, ma Bari è prima per velocità di crescita

Un mercato in crescita negli ultimi anni, dal punto di vista numerico, e in forte evoluzione dal punto di vista artistico e creativo. Quella dei tatuaggi non è ormai da tempo più solo una pratica di nicchia, ma un fenomeno sociale molto diffuso, che solo in Italia riguarda almeno sette milioni di persone, secondo le stime più accreditate, pari al 12-13% circa della popolazione, sebbene alcune statistiche parlino di percentuali molto più alte.

Non stupisce, perciò, che anche il relativo business sia in forte aumento, come testimonia uno studio di Unioncamere-InfoCamere sulle attività di tatuaggio e piercing, che fotografa l’evoluzione del settore tra giugno 2017 e giugno 2026: in meno di dieci anni le imprese del settore sono passate da 3.695 a 9.614, con quasi 6mila attività in più e una crescita del 160%.

La crescita riguarda tutte le regioni italiane, anche se con intensità diverse. La Lombardia è al primo posto per numero di imprese, con 1.873 attività, seguita da Lazio (983), Veneto (909), Piemonte (856) e Toscana (852). A guidare la crescita percentuale nel periodo è invece la Sardegna, dove le imprese sono passate da 45 a 177, con un aumento del 293%. Seguono Puglia (+245%), Sicilia (+243%) e Campania (+223%).

Tra i comuni con il maggior numero di imprese c’è Roma (440 imprese, 264 in più rispetto al 2017), seguita da Torino (296) e Milano (180). Nel complesso, tutte le dieci città della graduatoria hanno aumentato il numero delle imprese rispetto al 2017.

Ma è soprattutto guardando alla velocità della crescita che emergono differenze significative tra le città. Bari registra l’incremento più elevato della Top 10, passando da 10 a 74 imprese (+640%). Seguono Brescia (+273,7%), Genova (+239,3%) e Verona (+242,9%).

La fotografia del settore mostra anche una forte presenza femminile, che riflette del resto la prevalenza di donne anche tra le persone tatuate del nostro Paese. Al 30 giugno 2026 erano infatti 4.334 le imprese guidate da donne, pari al 45,1% del totale: quasi una su due. Le imprese giovanili sono invece 3.752, il 39% delle attività del settore.

Cambia, nel frattempo, anche la distribuzione per età dei titolari delle imprese individuali. Gli under 30 rappresentano oggi il 18,1%, contro il 25,5% del 2017, mentre gli over 50 passano dal 4,5% al 10,7%. La fascia tra i 30 e i 50 anni resta nettamente maggioritaria e raccoglie il 71,2% dei titolari, sostanzialmente in linea con il 70% registrato nel 2017.

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