Telefono Azzurro al vertice Onu: proteggere i minori nella governance dell’Intelligenza Artificiale

L’organizzazione italiana sottolinea l’urgenza di includere la sicurezza dei bambini fin dalla progettazione delle tecnologie AI, in un dialogo globale sulle sfide etiche e sociali

Mettere il superiore interesse del minore al centro dello sviluppo dell’Intelligenza Artificiale, affinché innovazione tecnologica, tutela dei diritti e dignità umana procedano insieme. È la posizione portata da Telefono Azzurro al confronto internazionale promosso dalle Nazioni Unite il 4 e 5 settembre a Roma presso la Pontificia Università Gregoriana, al quale ha preso parte il presidente della Fondazione, Ernesto Caffo.

L’appuntamento romano è stato il quarto incontro di una serie globale dedicata all’Intelligenza Artificiale e allo sviluppo umano, dopo quelli di Cairo, Città del Messico e Xi’an. Convocato sotto la guida della Vice Segretaria Generale delle Nazioni Unite Amina J. Mohammed e ospitato dall’UN Office for Partnerships, il confronto ha riunito leader di pensiero, decisori pubblici, esperti di tecnologia, accademici, rappresentanti religiosi e professionisti dello sviluppo attorno a tre grandi dimensioni: AI and Human Civilization, AI and Human Development e AI and Human Dignity.

Nel corso dei lavori sono stati approfonditi gli effetti dell’AI sull’educazione, sull’apprendimento, sulle relazioni umane, sulla fiducia e sulla coesione sociale, insieme alla necessità che governance, istituzioni e principi etici siano in grado di accompagnare la rapidità del cambiamento tecnologico. Un dibattito che le Nazioni Unite hanno ricondotto alla necessità di un approccio fondato sui diritti umani, sull’inclusione e sul rispetto della dignità della persona.

In questo quadro, Caffo ha richiamato la necessità di guardare all’Intelligenza Artificiale anche dalla prospettiva specifica dell’infanzia e dell’adolescenza. Per Telefono Azzurro, la protezione dei più giovani non può essere affidata esclusivamente alla capacità dei bambini, degli adolescenti o delle loro famiglie di difendersi dai rischi, ma deve essere incorporata nella progettazione e nella governance delle tecnologie secondo un approccio di Child Rights & Safety by Design. «Non possiamo permetterci che lo sviluppo dell’Intelligenza Artificiale proceda più rapidamente della capacità di tutelare bambini e adolescenti: la sicurezza e la protezione dei minori devono essere pensate fin dalla progettazione dei sistemi, non aggiunte a posteriori», ha detto Ernesto Caffo, Presidente di Telefono Azzurro.

Il confronto di Roma si inserisce nel più ampio percorso internazionale promosso dalle Nazioni Unite sull’AI e sullo sviluppo umano, destinato a proseguire nell’ambito dell’81ª sessione dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite. La serie contribuisce ai processi globali di riflessione sulla governance dell’Intelligenza Artificiale, dal Pact for the Future all’Independent International Scientific Panel on Artificial Intelligence, con l’obiettivo di rafforzare la cooperazione internazionale e orientare lo sviluppo tecnologico al servizio delle persone.

Per Telefono Azzurro, il contributo a questo percorso rappresenta un ulteriore passaggio dell’impegno che Telefono Azzurro sta conducendo a livello nazionale e internazionale sul rapporto tra Intelligenza Artificiale e tutela dei minori, costruito su un corpus aggiornato di fonti istituzionali, normative e scientifiche. Un impegno che si traduce in proposte concrete rivolte alla Strategia italiana per l’Intelligenza Artificiale, tra cui standard specifici per chatbot e companion AI, un protocollo nazionale di human escalation verso il supporto umano nelle situazioni di rischio, il contrasto al materiale di abuso sessuale sui minori generato o alterato con l’IA, e un principio guida per la scuola: l’Intelligenza Artificiale come potenziatore dell’apprendimento, non come sua protesi.

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