Tempo di vendemmia (e non solo), tempo di Bressanone

L’antica sede dei principi vescovi e la sua Valle Isarco hanno molto da raccontare agli appassionati di enoturismo e a chi predilige l’outdoor e la musica

Un angolo d’Italia che cela sapori e storie dietro ogni bottiglia di vino. Un fazzoletto di terra ricco di storia, caratterizzato da una natura rigogliosa e all’ombra della Plose, la “porta delle Dolomiti” con la sua vista spettacolare sulle vicine Sass de Putia e il gruppo delle Odle Patrimonio UNESCO. Stiamo parlando della Valle Isarco e la sua bella Bressanone. Come città più antica del Tirolo e sede dei principi vescovi, ha avuto da sempre un’importanza di spiccato rilievo nell’arco alpino. E questo lo si vede dai tanti palazzi storici, dai conventi come il complesso del Duomo con la chiesa parrocchiale e l’adiacente Piazza Duomo, la Hofburg, il Museo della farmacia e la famosa Abbazia di Novacella, non a caso sede prelibata pr la produzione di vino. E mentre i vignaioli concordano nel ritenere molto promettente l’annata 2026, il mese di settembre è forse tra le migliori occasioni per fare tappa a Bressanone. Si coglie la sua vocazione enologica ma ci si immerge anche nella sua natura perfetta per dedicarsi al trekking oppure ai suoi famosi percorsi in bicicletta, visto che è una delle destinazioni bike più amate dell’arco alpino. Non solo. Bressanone è anche una città colta e qui visse e compose Mozart al quale a 270 anni dalla sua nascita la città dedica dal 24 al 27 settembre si terrà la quarta edizione del festival “Mozart & Friends”, l’unico in Alto Adige dedicato specificamente alla musica e alla vita di Wolfgang Amadeus Mozart.

Mentre alla passione per la bicicletta è dedicata la bike festa Südtirol dal 17 al 20 settembre 2026 nel centro storico e nei dintorni di Bressanone (Brixen) che celebra i tanti tracciati che accontentano ogni esigenza. Tra i più facili ci sono la pista Ciclabile della Valle dell’Isarco, dove si pedala in relax tra meli e borghi, la Bressanone – Chiusa che corre lungo un tratto facile e in leggera discesa tra Bressanone e la vicina cittadina medievale di Chiusa e ancora la Magia Alpina (Alpe di Rodengo e Luson), un tour di circa 5,8 km con poca salita (224 m) che regala un panorama alpino senza sforzi eccessivi. Mentre per i biker esperti i tracciati si concentrano sul massiccio della Plose e tra i passi alpini circostanti. Come quelli studiati da Simone Zardini, uno degli shaper del Brixen Bikepark, che trascorre gran parte delle sue giornate sui sentieri a mettere a punto tracciati e varianti. Tra tutti il suo preferito resta la Palm Pro Line: due chilometri e mezzo fatti solo a mano, senza l’utilizzo di mezzi meccanici ma tecnico, naturale e impegnativo, pensato e costruito nel pieno rispetto dell’ambiente che lo circonda.

Dopo la fatica ci si dedica ai piaceri del palato. E a Bressanone non è difficile. In questa valle infatti il vino non rappresenta soltanto un’eccellenza agricola, ma diventa il filo conduttore di un’offerta che unisce viticoltori, ristoratori, hotel, affinatori, eventi e paesaggio in un’unica esperienza di destinazione. Chiunque arrivi per escursioni, in bicicletta o per visitare il centro storico, trova un piccolo tesoro fatto di prodotti del territorio, lavoro artigianale e gli incontri autentici. L’esperienza enologica a Bressanone non si limita alle cantine, ma scandisce il ritmo delle stagioni con appuntamenti che invitano a scoprire il territorio. Dopo l’estate, infatti, in autunno il racconto continua  con il Törggelen, una tradizione che in Valle Isarco mantiene intatto il legame tra vino nuovo, castagne, cucina e convivialità.

In Valle Isarco i vigneti si sviluppano lungo pendii ripidi, dove il lavoro è ancora prevalentemente manuale e il clima alpino dona ai vini eleganza, freschezza e una marcata mineralità. Tra tutti i vitigni, il Sylvaner è diventato il simbolo di questo territorio e per valorizzarlo è nato il progetto “Il Sylvaner e la Valle Isarco”, un’iniziativa che mette in rete viticoltori, ristoratori e operatori turistici con un obiettivo comune: raccontare il vino come espressione di una cultura condivisa, rafforzando l’identità di un’intera destinazione.

Tra i luoghi cult c’è Pacherhof, azienda vitivinicola e membro dei Vinum Hotels Alto Adige dove gli ospiti vengono accompagnati tra i vigneti e nelle cantine storiche prima della degustazione e poi possono soggiornare direttamente nell’azienda vitivinicola, vivendo il vino esattamente nel luogo in cui nasce. Il Pacherhof è anche uno degli alberghi più affascinanti dell’intero Alto Adige grazie alle sue quattro stube ricche di storia, immerso in magnifici vigneti e con stanze arredate diversamente l’una dall’altra sempre con estrema raffinatezza di stile. Al Kuenhof, azienda biologica e biodinamica, le visite guidate raccontano il legame profondo tra clima, paesaggio e lavoro agricolo. E ancora Al Griesserhof il percorso inizia sempre all’aperto, tra i filari. Prima ancora del primo assaggio si parla di terroir, di lavoro manuale e di qualità. Anche il Taschlerhof apre regolarmente le porte della propria azienda con visite e degustazioni, mentre il Burgerhof Messner abbina la produzione vitivinicola all’ospitalità rurale: visite al maso, Buschenschank, degustazioni e appartamenti permettono agli ospiti di immergersi completamente nella vita del vigneto. E ancora Al Hoandlhof, il vignaiolo Manni Nössing, tra i nomi più conosciuti della viticoltura altoatesina, propone degustazioni settimanali nella sua cantina, offrendo un incontro diretto con una filosofia produttiva che privilegia autenticità, carattere e forte identità territoriale. Che dire poi della Cantina dell’Abbazia di Novacella, custode di una storia vitivinicola lunga quasi nove secoli. Da provare, poi, anche la collaborazione tra i vignaioli e Hansi Baumgartner, uno dei più noti affinatori di formaggi d’Europa. Nel laboratorio di Degust Gewürztraminer, Müller Thurgau, Lagrein, Rosenmuskateller, vinacce, foglie di vite e botti di legno diventano ingredienti dell’affinatura, trasformando il formaggio in un’autentica espressione del territorio.

Anche l’ospitalità sta contribuendo a rendere il vino uno degli elementi distintivi della destinazione. Al Haller Suites & Restaurant, il vino è parte integrante dell’esperienza di soggiorno. Tra i momenti più apprezzati c’è la Rebstunde, una degustazione di Kerner e Sylvaner direttamente tra i filari, accompagnata dai racconti sulla Valle Isarco e sulla sua cultura enogastronomica. Durante l’anno la struttura propone inoltre cene con i vignaioli, degustazioni e collaborazioni con produttori locali. Punto di riferimento internazionale grazie a una carta dei vini tra le più prestigiose d’Italia, è l’Hotel Elephant, inserito nella celebre Star Wine List. Nel cuore di Bressanone, tra gli stretti vicoli del bellissimo centro storico con i caratteristici edifici dalle facciate affrescate, nell hotel tutto parla di tradizione. Menzionato già nel 1442 come semplice locanda, è oggi un’icona illustre della storia turistica tirolese che accoglie con eleganza e raffinatezza ospiti – anche celebri – che arrivano da tutto il mondo. Di proprietà della stessa famiglia Heiss-Falk sin dal 1773, l’Hotel Elephant è gestito da Elisabeth Heiss e suo figlio Michael Falk con Eleonora Corazza, settima ed ottava generazione che portano avanti una lunga storia di accoglienza e lusso discreto che fa di questo hotel un simbolo di ospitalità e charme. Tutti rigorosamente appassionati di vino, conoscenza che trasferiscono con garbo ai loro ospiti magari in occasione di una cena in uno dei due ristoranti guidati dallo chef stellato Mathias Bachmann. Tra tavoli, credenze e boiseries in legno, luci soffuse e atmosfera tirolese, il Ristorante Elephant propone piatti della tradizione altoatesina sapientemente abbinati al vino mentre il Ristorante Apostelstube è un luogo intimo con solo 4 tavoli, ispirato all’architettura Art Déco degli Anni ’20 dal quale si esce dopo un’esperienza gourmet che coinvolge tutti i sensi.

C’è poi il My Arbor, situato tra i pendii boscosi sopra Bressanone, concepito come un autentico hotel tra gli alberi, innalzato su alte strutture che raggiungono oltre trenta metri, rette da sottili sostegni metallici che ricordano i fusti di un bosco artificiale e danno l’illusione che l’edificio fluttui tra le cime dei pini della Plose. My Abor interpreta il vino come esperienza: oltre la metà delle circa 1.200 etichette presenti in carta proviene dall’Alto Adige e le degustazioni si inseriscono in un percorso che unisce gastronomia, natura e incontri con i produttori locali.

C’è un luogo, alle porte di Bressanone, dove da quasi 900 anni fede, arte, formazione ed economia dialogano armoniosamente con il paesaggio. È l’Abbazia di Novacella, che invita i visitatori a scoprire – fino a settembre – una delle sue gemme più preziose: il Giardino Abbaziale, uno dei più importanti esempi di giardino barocco del Tirolo. Restaurato fedelmente alla sua configurazione storica nel 2004, il giardino rappresenta ancora oggi la visione ideale del paesaggio barocco. Racchiuso entro le mura del monastero, si articola in tre spazi distinti ma complementari: il giardino degli alberi con il suo padiglione, l’orto con circa 75 specie di erbe officinali e aromatiche e il raffinato giardino ornamentale con fontane, voliera e storico laghetto dei pesci. Tra maestosi alberi di ginkgo e una sequoia secolare, i visitatori possono immergersi in un’atmosfera di quiete e armonia che ancora oggi accompagna la vita della comunità monastica. A completare l’esperienza contribuiscono le visite guidate ai vigneti, che permettono di scoprire una tradizione vitivinicola secolare ancora oggi pienamente viva. Passeggiando tra i filari che circondano il monastero, gli ospiti possono approfondire la storia della viticoltura abbaziale, le pratiche agronomiche contemporanee e la filosofia che guida una delle più antiche aziende vinicole attive al mondo. Il percorso si conclude con una degustazione guidata di quattro vini tra i più rappresentativi prodotti dalla cantina dell’Abbazia, offrendo un’autentica immersione nel patrimonio enologico della Valle Isarco che si può concludere ancora per qualche settimana con un suggestivo picnic tra i vigneti.

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