Per la prima volta la Federazione italiana giuoco calcio non è più quella con il maggior numero di tesserati, ma è stata superata dalla Federazione italiana tennis e padel
A suo modo è una svolta epocale. Per la prima volta la Federazione italiana giuoco calcio non è più quella con il maggior numero di tesserati, ma è stata superata dalla Federazione italiana tennis e padel.
Lo storico sorpasso è avvenuto nel 2024, l’anno più recente su cui si è concentrato il Coni con il periodico report «Monitoraggio Coni-Fns-Dsa» – che Il Sole 24 ore ha visionato in anteprima -, in pratica il censimento delle associazioni affiliate e dei soggetti aderenti alle 48 Federazioni sportive , alle 15 Discipline associate e ai 14 Enti di promozione sportiva.
In un quadro generale estremamente positivo per l’Italia, in cui per il terzo anno consecutivo il volume dei tesserati cresce e ha raggiunto il record storico di 6.069.891 (+7,7% tra il 2023 e il 2024), la Federazione italiana tennis e padel è arrivata ad annoverarne 1.162.477 , il 20,2% del totale delle iscrizioni federali, contro 1.123.054 di atleti tesserati dalla Federcalcio (19,5%), mentre restano distanziati volley (359.797), basket (320.769) e atletica leggera (292.599).
Il distacco certificato dal Coni tra le prime due Federazioni è limitato a circa 40mila unità ma nel 2025 la Fitp è ulteriormente salita a 1.254.153 tesserati.
Il valore simbolico del sorpasso è enorme: per oltre un secolo il calcio è stato il riferimento assoluto dello sport organizzato nella Penisola. Oggi la leadership federale appartiene agli sport della racchetta. E non si tratta solo di una fotografia statistica. È il punto di arrivo di una trasformazione iniziata un quarto di secolo fa e accelerata da una combinazione rara di risultati sportivi, investimenti infrastrutturali e capacità gestionale.
In questo periodo si è ampliata l’intera filiera del movimento: i circoli affiliati hanno superato le 4mila unità, le scuole tennis e padel sono diventate più di 2.500, i tecnici hanno raggiunto quota 14mila e gli ufficiali di gara le 10mila unità.
Sarebbe riduttivo attribuire tutti questi incrementi all’«effetto Sinner». Certo, ci sono stati anni straordinari come il 2025 con due Slam vinti da Jannik Sinner, tra Australian Open e Wimbledon, i successi di Sara Errani e Jasmine Paolini al Roland Garros, undici titoli totali conquistati dai tennisti italiani nei circuiti Atp e Wta e una presenza azzurra senza precedenti in tutte le categorie delle Finals. Ma le vittorie sono state il prodotto e non la causa del cambiamento. Il modello “ingegnerizzato” dalla federazione guidata dal 2001 da Angelo Binaghi (e che allora contava 130mila iscritti) nasce da una scelta precisa: trasformare i grandi eventi internazionali in generatori di ricavi da reinvestire sistematicamente nella base e nella formazione.
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