The 50: rivelata a Parigi la classifica dei migliori hotel del mondo

Nelle Salles du Carrousel, è stato nuovamente incoronato come miglior hotel del mondo 2026, Rosewood Hong Kong. Sei gli hotel italiani in classifica.

Se è ancora una volta l’Asia a dominare il mercato dell’alta ospitalità mondiale, anche l’Italia e l’Europa regalano uno dei risultati più significativi di The 50 Best Hotels che, dal suo debutto nel 2023, continua a mettere in luce gli hotel più memorabili, plasmando le aspirazioni di viaggiatori e professionisti del settore (non a caso per molti, se non per tutti, «essere presenti in questa classifica porta molta curiosità ed è uno dei migliori strumenti di marketing che si possa avere», come ha detto Richard Leuenberger, GM del Badrutt’s Palace di St. Moritz, vincitore del SeiBellissimi Art of Hospitality Award 2026 ).

Facciamo un passo indietro: la nuova edizione di The 50 (non definiamolo più The Worlds’s 50 Best Hotels, essendo fresco di rebranding), che si è svolta martedì 15 settembre nelle Salles du Carrousel a Parigi, ha nuovamente incoronato Rosewood Hong Kong come Miglior Hotel del Mondo, dopo aver conquistato il primo posto nel 2025 e il terzo nel 2024, oltre a essersi aggiudicato il titolo di Miglior Hotel dell’Asia. Con i suoi 65 piani che si elevano sopra il Victoria Harbour, questo edificio contemporaneo, progettato dal designer taiwanese Tony Chi, è diventato una presenza distintiva nello skyline di Hong Kong sin dalla sua apertura nel 2019. Il fatto che abbia mantenuto la prima posizione per il secondo anno consecutivo conferma l’influenza sempre maggiore dell’Asia ai massimi livelli dell’ospitalità internazionale. «Sono molto orgoglioso, anche perché Hong Kong, che trovo sia una destinazione straordinaria e completa, dopo la pandemia è tornata sulla mappa del turismo mondiale», afferma Hugo Montanari, managing director del primo hotel sul podio. «Riconosco il grande valore di questo premio, ma dobbiamo continuare a lavorare con costanza, che è la vera chiave del successo: un approccio umano, la connessione con il luogo e una cultura capace di creare una visione condivisa, che sappia anche trasmettere emozione, perché tutto ruota intorno a questo».

Il lusso emozionale è quello che si fa ricordare, perché «le emozioni plasmano la codifica dei ricordi, mentre la memoria guida comportamenti e preferenze nella scelta anche di un hotel», ha raccontato in un dibattito precedente alla serata il neuroscienziato Atom Sarkar.

L’Asia ha un ruolo sempre più centrale nel panorama dell’ospitalità globale, con 18 hotel in classifica, di cui al secondo posto Capella Bangkok, già vincitore nel 2024, e al terzo Four Seasons Bangkok at Chao Praya River: la Thailandia, che dovrebbe registrare 124 milioni di pernottamenti aggiuntivi entro il 2030, insieme all’Arabia Saudita e al Qatar, sarà una delle destinazioni da tenere sempre di più sott’occhio, secondo l’Osservatorio presentato da Eleonor White, senior research executive di Tourism Economics.

L’Europa non sta a guardare e guida la classifica di The 50 Best Hotels con 21 strutture, diventando così il continente maggiormente rappresentato nella lista di quest’anno, dove Italia e Francia sono presenti con sei proprietà ciascuna, mentre il Regno Unito ne conta quattro.

Tra gli italiani svetta nuovamente Passalacqua sul Lago di Como, al quinto posto, che si aggiudica inoltre il Best Boutique Hotel Award per il terzo anno consecutivo. «Le sorprese, come i sogni, non finiscono mai», dice Valentina De Santis abbracciando il suo team appena scesa dal palco. Che cosa questo premio? «Già la prima vittoria, nel 2023, è stata un momento difficile da descrivere a parole, con una gioia inaspettata. Ma, insieme alla felicità, è arrivata anche una domanda: come essere all’altezza di tutto questo? La risposta l’abbiamo trovata guardandoci dentro. Dovevamo semplicemente continuare a essere fedeli a noi stessi, a credere nella nostra idea così personale di accoglienza, nel calore di una casa, nei piccoli dettagli, nella bellezza delle cose autentiche. Saremo sempre grati a The 50 per averci aiutato a diventare ciò che siamo oggi ed è la conferma che, quando qualcosa nasce dal cuore e segue la costanza e la passione, può arrivare molto più lontano di quanto si possa immaginare», continua De Santis.  

In uno scenario dominato dai grandi e potenti gruppi internazionali (ma, per la cronaca, gli elettori, 800 nel mondo, sono volutamente anonimi per eliminare qualsiasi possibilità di influenzare i risultati), è apprezzabile che risaltino anche i boutique hotel, le strutture indipendenti, familiari, con meno di 50 camere, magari gestite da nuove generazioni, come Passalacqua, o nel caso di Casa Maria Luigia, da un ristoratore diventato hotelier. Quest’ultima, a Modena, è la new entry del 2026, posizionata alla diciottesima posizione, di proprietà di Massimo Bottura e della moglie imprenditrice Lara Gilmore. «La nostra è una Casa veramente, dove abbiamo posto la stessa importanza, attenzione, cura, qualità, convivialità e lo stesso livello di servizio che abbiamo sempre avuto nella ristorazione», racconta Gilmore, visibilmente commossa dopo il ritiro del premio. Alla stessa Casa Maria Luigia è stato assegnato anche il Lavazza Highest New Entry Award.

Gli altri hotel italiani posizionati tra i primi 50 nella classifica mondiale sono Four Seasons Firenze (N. 12), Bvlgari Roma (N. 32), Portrait Milano (N. 39) e San Domenico Palace a Taormina, sempre firmato Four Seasons (N. 50). «La forte rappresentanza europea e le dieci nuove entrate – Casa Maria Luigia, San Ysidro Ranch a Santa Barbara, The Peninsula Istanbul, Patina Osaka, Portrait Milano, Plaza Athénée a Parigi, Amangiri a Canyon Point, The Peninsula Hong Kong, Aman Nai Lert a Bangkok e il Four Seasons San Domenico Palace a Taormina – testimoniano un panorama alberghiero dinamico, diversificato e competitivo», commenta Faye Huggett, director of community di The 50 Best Hotels.

Anche i numeri parlano chiaro: nonostante la crescita globale stia rallentando, poiché i conflitti , gli elevati prezzi del carburante e le preoccupazioni legate alla sicurezza continuano a influenzare i flussi turistici, il 2026 rappresenta un traguardo importante per lo scenario mondiale dei viaggi: si stima che gli arrivi internazionali raggiungeranno i 2,78 miliardi, accompagnati da una spesa complessiva superiore ai 2.000 miliardi di dollari, entrambi valori superiori ai livelli registrati prima della pandemia, nel 2019. «Nella fascia più alta del mercato, i viaggiatori ad alto patrimonio netto (con una ricchezza finanziaria liquida superiore a 130.000 dollari) spendono in media circa 2.000 dollari a persona per notte, una cifra pari a 6,2 volte la media globale. Di questa spesa, circa 540 dollari sono destinati all’hotel, nell’ambito di viaggi che durano mediamente otto notti», spiega Eleonor White di Tourism Economics. Nel 2026, gli Stati Uniti, con 151,3 milioni di partenze internazionali, guidano la classifica dei maggiori mercati outbound, seguiti da Germania, Regno Unito, Cina e Francia. Tuttavia, è la Cina a mostrare il potenziale di crescita più significativo: entro il 2030 il numero di viaggi all’estero dei cittadini cinesi dovrebbe aumentare di 64 milioni, un incremento quasi tre volte superiore rispetto a quello previsto per gli altri grandi mercati internazionali.

L’Asia osserva, ispira e soprattutto viaggia. E gli hotel di tutto il mondo si adeguano, ridefinendo continuamente i parametri dell’eccellenza. The 50 Best li celebra per l’impatto che generano e per i servizi straordinari che offrono agli ospiti. Entrare in classifica è un traguardo e una fonte di ispirazione per l’intero settore.

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