“The Invite”, un film brillante giocato su dialoghi divertenti

Nelle sale il lungometraggio di Olivia Wilde con un grande cast

Una commedia è la grande protagonista del weekend in sala: “The Invite”, terzo film da regista di Olivia Wilde, arriva nei nostri cinema dopo la presentazione al Locarno Film Festival di quest’anno.

Dopo “La rivincita delle sfigate” (2019) e “Don’t Worry Darling” (2022), la famosa attrice americana è tornata dietro la macchina da presa per quello che fino a oggi è senza dubbio il suo lungometraggio più riuscito. “The Invite”, remake della bella commedia spagnola “Sentimental” di Cesc Gay del 2020, racconta di una coppia – interpretata dalla stessa Olivia Wilde e da Seth Rogen – il cui matrimonio è ormai logorato dalla routine quotidiana. Un giorno come tanti, però, lei invita a cena i rumorosi vicini del piano di sopra – una coppia affascinante e spregiudicata, interpretata da Penélope Cruz ed Edward Norton – che li renderanno partecipi di qualcosa che non avrebbero mai potuto immaginare.

In questa commedia graffiante e irriverente c’è spazio per una serie di battute davvero intelligenti, tra divertenti doppi sensi e battibecchi tra i coniugi tanto verosimili quanto esilaranti.

Bastano già le prime frasi per essere immersi in un film che gioca efficacemente con il montaggio e che ha dalla sua un buon ritmo, che rende la visione coinvolgente dall’inizio alla fine.

 

 

Non c’è però soltanto “Sentimental” come principale riferimento (va inoltre ricordato che il film spagnolo ha già avuto diversi remake, tra cui l’italiano “Vicini di casa” del 2022) di “The Invite”, ma vengono presto in mente anche il cinema di Woody Allen e le tante pellicole che sono state ambientate all’interno di un solo appartamento, mettendo in scena delle crisi di coppia (da “Carnage” a “Perfetti sconosciuti”, giusto per citare qualche altro titolo).

Per tutte queste ragioni, indubbiamente, “The Invite” non brilla per grande originalità, ma riesce miracolosamente a nascondere i limiti di un soggetto già visto anche grazie al lavoro di un ottimo cast, composto dalla stessa Olivia Wilde, Penélope Cruz, Edward Norton e Seth Rogen. È proprio quest’ultimo l’attore che svetta maggiormente e che si dimostra del tutto a suo agio nei panni di un uomo frustrato tanto sul posto di lavoro quanto tra le mura domestiche.

Attenzione perché potrebbe essere un titolo tra i nominati a possibili futuri premi importanti.

 

 

Tra le novità in sala c’è inoltre “Normal”, nuovo film del bravo regista inglese Ben Wheatley.

Protagonista è lo sceriffo Ulysses, che ha un incarico temporaneo nella pittoresca cittadina del Midwest americano di Normal: questa per lui avrebbe dovuto rappresentare una tregua dai problemi personali e professionali, un’occasione per prendere le distanze dalle preoccupazioni, dalle ferite riportate in servizio e da un passato che continua a tormentarlo. Ma la quiete della comunità viene bruscamente interrotta da una rocambolesca rapina in banca finita male, che porta accidentalmente alla luce un oscuro e pericoloso segreto. Ulysses viene così trascinato in una spirale di violenza e tensione.

Può facilmente venire in mente il cinema dei fratelli Coen (sia per la commistione tra humour nero e violenza, sia per il nome del protagonista) guardando questa pellicola comunque dotata di una propria autonomia narrativa e stilistica: Wheatley è un autore che ha spesso centrato il bersaglio in passato (pensiamo a “I disertori – A Field in England” o “Happy New Year, Colin Burstead”) e questo film non fa eccezione.

“Normal” ha il solito limite di essere un po’ debole dal punto di vista della struttura drammaturgica ma è comunque un prodotto divertente, che ha dalla sua anche possibili riflessioni politiche sull’America contemporanea che non andrebbero sottovalutate.

Da segnalare l’ottima forma dell’attore principale, Bob Odenkirk, che buona parte del pubblico ricorda per la parte di Saul Goodman nelle serie “Breaking Bad” e “Better Call Saul”.

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