The World’s 50 Best Bars, Moebius di Milano secondo solo al (riconfermato) Leone di Honk Kong

Due storie molto diverse ma legate dalla cultura dell’ospitalità italiana: vincitore è il Bar Leone, progetto nato a Hong Kong ma ispirato ai bar popolari di Roma; tallonato dall’ascesa di Moebius, passato dal settimo al secondo posto della classifica globale.

L’Italia sale così contemporaneamente sul primo e sul secondo gradino del podio mondiale dei 50 best cocktails, con due storie molto diverse ma legate dalla stessa capacità di trasformare l’ospitalità e la cultura italiana in un linguaggio internazionale. Da una parte Bar Leone, progetto nato a Hong Kong ma profondamente ispirato ai bar popolari di Roma; dall’altra Moebius, che dalla propria sede milanese è passato dal settimo al secondo posto della classifica globale.

È un risultato particolarmente significativo per Milano, che ospita per la seconda volta in Italia un grande appuntamento della galassia 50 Best, dopo Torino con i best ristoranti. La diciottesima edizione di The 50 Best Bars ha riunito al Palazzo del ghiaccio bartender, proprietari di locali e professionisti provenienti da tutto il mondo, fotografando una scena internazionale sempre più ampia e articolata.

La classifica 2026 comprende bar di 26 città, con 14 new entry. E accanto ai due protagonisti italiani, racconta lo spostamento degli equilibri internazionali: Parigi, Hong Kong e New York arrivano per la prima volta a pari merito come città più rappresentate, con quattro locali ciascuna.

Per Bar Leone, la conferma del numero uno è la consacrazione di un percorso cominciato nel 2023. Il locale di Hong Kong è stato fondato dal bartender romano Lorenzo Antinori con l’obiettivo di portare nel quartiere Central una versione contemporanea del bar romano di quartiere, ispirata in particolare a Trastevere.

La filosofia è quella dei “cocktail popolari”: non inseguire necessariamente le mode, ma puntare su classici preparati con precisione, ingredienti di qualità e soprattutto su un’ospitalità genuina. Anche l’ambiente riflette questa impostazione, tra legno, richiami vintage italiani, cimeli calcistici e un’atmosfera volutamente informale.

«Non me l’aspettavo, non ero tra i favoriti. È un grande orgoglio, soprattutto considerando tutti i nuovi bar che sono entrati nella scena mondiale», racconta Antinori.

Il progetto, infatti, è cresciuto rapidamente. Bar Leone ha debuttato al numero uno della classifica Asia’s 50 Best Bars nel 2024, ha mantenuto il primato regionale nel 2025 e, nello stesso anno, è arrivato al vertice della classifica mondiale. Ora la conferma per il secondo anno consecutivo.

Nel menu, i cocktail classici convivono con specialità della casa e con una proposta food che comprende, tra gli altri, olive affumicate e panino alla mortadella. Un elemento che per Antinori è sempre più centrale nel modo contemporaneo di vivere il bar. «Secondo me il food fa la differenza. L’offerta food è importante, non solo i cocktail. Oggi il cliente fa tutto insieme e mangia direttamente».

Bar Leone è anche una storia di italianità costruita lontano dall’Italia. «Tanto del progetto imprenditoriale è made in Italy: volevo ricreare un contenitore di cultura popolare italiana e mantenere vive le radici. L’ho aperto anche per sentirmi meno solo all’estero, per avere qualcosa di quello che avevo a casa».

Dopo Hong Kong, il progetto è arrivato anche a Shanghai, mantenendo la stessa identità: cocktail popolari, radici nei grandi classici e una forte componente gastronomica.

Antinori guarda soprattutto all’Asia per il futuro. «È una regione dalla crescita incredibile, con qualità e curiosità. È il posto più eccitante dove sviluppare una proposta imprenditoriale».

Ma il successo di Bar Leone, secondo il suo fondatore, può avere conseguenze anche sulla scena italiana. «Tutta la bar industry italiana può trarne beneficio. Gli italiani all’estero siamo maestri dell’ospitalità: è una tradizione che fa parte del nostro DNA. In Italia c’è un settore molto vivo, con tanti personaggi e tanta qualità». E non esclude un ritorno alle origini: «Magari l’anno prossimo sarebbe bello aprire anche in Italia e tornare a testa alta».

A Milano, intanto, il risultato di Moebius completa la doppietta. Il locale sale dal settimo al secondo posto e diventa il miglior bar d’Europa.

«Da settimi a secondi, e soprattutto in una piazza come Milano, significa puntare un riflettore sulla città. E questo beneficio ricade su tutta Italia», spiega Lorenzo Querci. Il riconoscimento, però, non viene interpretato come la necessità di cambiare direzione. «Cambia tutto e non cambia niente». Per Querci, il premio ha soprattutto riconosciuto il lavoro delle persone che stanno dietro al progetto. Il modello di Moebius mette insieme cocktail, ristorazione, musica e accoglienza, in un luogo ad alto volume ma costruito intorno all’esperienza. «Quando si cerca di fare un team felice del lavoro, quell’energia positiva inonda e avvolge tutto. Anche se siamo un locale ad alto volume, cerchiamo di offrire una grande esperienza. Dedichiamo tempo e denaro e cerchiamo una grande accoglienza».

La ricerca passa anche attraverso cocktail che giocano con la cultura gastronomica italiana, come il Pesto Martini, a base vodka e infuso al pesto. Ora che Moebius è il numero due al mondo, Querci si aspetta soprattutto «ancora più clientela curiosa». Ma senza rivoluzioni: «Faremo quello che abbiamo fatto fino a oggi».

Il successo di Moebius si inserisce in un’edizione che ridisegna anche la geografia europea. Parigi supera per la prima volta Londra e diventa la città europea più rappresentata, con quattro bar: The Cambridge Public House al numero 13, Bar Nouveau al 15, la new entry De Vie al 23 e Danico al 26.

Londra è a quota tre, con Connaught Bar al numero 8, Satan’s Whiskers al 29 e la new entry Waltz al 32. Anche Atene conta tre locali: Line al numero 5, The Bar in Front of the Bar al 19 e la new entry Barro Negro al 40.

Proprio The Bar in Front of the Bar ha ottenuto il Nikka Highest Climber Award, dopo essere salito di 28 posizioni. Il Ketel One Sustainable Bar Award è andato invece al Line di Atene.

Per l’Italia, oltre a Moebius, resta in classifica Locale Firenze, al numero 33. In Spagna, Sips e Paradiso di Barcellona occupano rispettivamente il 16° e il 17° posto. Paradiso ha inoltre ricevuto il Rémy Martin Legend of the List Award. Angelita di Madrid entra al numero 50.

A livello globale, New York, Hong Kong e Parigi condividono per la prima volta il primato delle città più rappresentate, con quattro locali ciascuna.

A New York entrano Schmuck, al numero 11 e vincitore del Three Cents Best New Opening Award, Sip & Guzzle al 14, Martiny’s al 46 e la new entry Bar Snack al 49.

Hong Kong conferma la propria forza con Bar Leone al numero 1, Argo al 25, Montana al 36 e Gokan al 41. Il fondatore di Gokan, Shingo Gokan, ha ricevuto il Roku Industry Icon Award.

In Asia, Bangkok segue con tre indirizzi: Bar Us al 4, Dry Wave Cocktail Studio al 27 e BKK Social Club al 30. Zest di Seoul è al numero 7, mentre Singapore e Tokyo hanno due locali ciascuna.

Tra gli altri premi speciali, il Three Horses di Melbourne ha ricevuto il Campari One to Watch Award; il Bar Mauro di Città del Messico, new entry al numero 10, ha conquistato il Disaronno Highest New Entry Award. Il Siete Misterios Best Cocktail Menu Award è andato al Panda & Sons di Edimburgo, mentre il SevenRooms Best Bar Design Award è stato assegnato al Saikindō di Abu Dhabi.

Handshake Speakeasy di Città del Messico è The Best Bar in North America, Alquímico di Cartagena è The Best Bar in South America, Mimi Kakushi di Dubai è The Best Bar in the Middle East e Caretaker’s Cottage di Melbourne è The Best Bar in Australasia.

La serata ha inoltre segnato la prima presenza di Accra nella classifica estesa: Front/Back è stato nominato The Best Bar in Africa 2026.

L’intera classifica The 50 Best World 50 Bar

1. Bar Leone — Hong Kong

2. Moebius — Milano

3. Alquímico — Cartagena

4. Bar Us — Bangkok

5. Line — Atene

6. Handshake Speakeasy — Città del Messico

7. Zest — Seoul

8. Connaught Bar — Londra

9. Lady Bee — Lima

10. Bar Mauro — Città del Messico

11. Schmuck — New York

12. Hope & Sesame — Guangzhou

13. The Cambridge Public House — Parigi

14. Sip & Guzzle — New York

15. Bar Nouveau — Parigi

16. Sips — Barcellona

17. Paradiso — Barcellona

18. Jigger & Pony — Singapore

19. The Bar in Front of the Bar — Atene

20. Exímia — San Paolo

21. Tres Monos — Buenos Aires

22. Mamba Negra — Medellín

23. De Vie — Parigi

24. Himkok — Oslo

25. Argo — Hong Kong

26. Danico — Parigi

27. Dry Wave Cocktail Studio — Bangkok

28. El Gallo Altanero — Guadalajara

29. Satan’s Whiskers — Londra

30. BKK Social Club — Bangkok

31. Victor Audio Bar — Buenos Aires

32. Waltz — Londra

33. Locale — Firenze

34. Mirror Bar — Bratislava

35. Tan Tan — San Paolo

36. Montana — Hong Kong

37. Sastrería Martinez — Lima

38. Nutmeg & Clove — Singapore

39. Bar Carmen — Medellín

40. Barro Negro — Atene

41. Gokan — Hong Kong

42. Mimi Kakushi — Dubai

43. Nouvelle Vague — Tirana

44. Bar Benfiddich — Tokyo

45. Caretaker’s Cottage — Melbourne

46. Martiny’s — New York

47. Tlecān — Città del Messico

48. Virtù — Tokyo

49. Bar Snack — New York

50. Angelita — Madrid

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