Il passaggio del tifone Dujuan ha evidenziato criticità e stimolato un mercato in crescita per soluzioni innovative e politiche di prevenzione delle calamità naturali.

A causa del tifone Dujuan oggi sono stati cancellati 275 voli in Giappone ed è stato emesso un ordine di evacuazione per oltre 1,6 milioni di abitanti in aree di Tokyo e limitrofe. Il tifone si trova a circa 130 chilometri a sud di Katsuura, vicino a Tokyo, con venti che hanno raggiunto i 144 chilometri orari; oltre 9.000 abitazioni sono rimaste senza elettricità nelle prefetture di Chiba, Saitama e Shizuoka, così come in altre aree limitrofe a Tokyo. Sono state inoltre diramate allerte per il rischio di frane a Tokyo e nelle prefetture di Chiba, Kanagawa e Shizuoka. «In queste zone (sottoposte ad allerta), le piogge potrebbero continuare man mano che il tifone risale verso nord», ha dichiarato alla stampa Takuya Hosomi, dell’Agenzia meteorologica giapponese. «Diverse zone della città sono allagate. È quindi pericoloso spostarsi in auto», ha avvertito su X il sindaco di Kamakura, Takashi Matsuo. Japan Airlines ha cancellato 120 voli nazionali e 15 internazionali, mentre All Nippon Airways ha annullato 140 voli nazionali. Alcune compagnie ferroviarie hanno sospeso la circolazione su diverse linee a Tokyo e nelle regioni circostanti.

Le piogge torrenziali portate dal tifone 25 sull’area di Tokyo, con strade allagate, collegamenti interrotti e centinaia di voli cancellati, riportano in primo piano in Giappone il tema della preparazione alle catastrofi naturali. Un’esigenza che, tra terremoti, tsunami, eruzioni vulcaniche e precipitazioni sempre più intense, sta modificando le abitudini delle famiglie e creando un mercato in rapida crescita per piccole e medie imprese specializzate in prodotti per le emergenze.

Nella capitale, le forti piogge hanno provocato allagamenti stradali e problemi alla rete di drenaggio in diversi quartieri. A Edogawa, nella zona di Rinkai-cho, tra mezzogiorno del 19 settembre e le 16 di oggi sono caduti 256,5 millimetri di pioggia. La situazione è stata ancora più grave nelle isole amministrativamente appartenenti a Tokyo: a Oshima-Motomachi sono stati registrati 783 millimetri nello stesso periodo e per Oshima è stato emesso il livello massimo di allerta per il rischio di frane.

L’emergenza arriva dopo una serie di calamità che negli ultimi mesi ha ulteriormente accresciuto in Giappone l’attenzione per la prevenzione. Dopo il terremoto di magnitudo 7,1 che in luglio ha colpito la prefettura occidentale di Kumamoto, diverse regioni del Paese sono state interessate da precipitazioni eccezionali, con allagamenti di abitazioni e automobili e interruzioni dei trasporti.

A intercettare la crescente domanda sono soprattutto piccole e medie imprese. Uno dei problemi più discussi riguarda le condizioni nei centri di evacuazione, generalmente allestiti in scuole, palestre e centri comunitari, dove la mancanza di spazi privati può diventare un forte disagio soprattutto nelle permanenze prolungate.

Tanizawa Seisakusho, azienda nota soprattutto per la produzione di caschi e dispositivi di sicurezza, ha sviluppato uno spazio gonfiabile portatile alto 170 centimetri, largo un metro e profondo due, che può essere montato da una sola persona in circa un minuto utilizzando una pompa. La struttura può essere impiegata come spogliatoio, spazio per l’allattamento o schermo per i servizi igienici e costa 49.500 yen.

Il direttore dell’azienda Akihiro Tanizawa ha ricordato che dopo il terremoto di Kumamoto alcuni sfollati preferirono dormire nelle proprie automobili proprio per la mancanza di riservatezza nei rifugi pubblici. In passato, ha osservato, il Giappone “è stato spesso considerato in ritardo nell’affrontare il problema della privacy nei centri di evacuazione”, ma la sensibilità sul tema sta aumentando.

Un altro settore in espansione è quello dei servizi igienici d’emergenza. L’azienda M&T di Osaka produce toilette monouso composte da sacchetti per la raccolta e sostanze gelificanti, pensate soprattutto per le situazioni nelle quali terremoti o inondazioni interrompono la fornitura di acqua.

Anche l’alimentazione rappresenta uno dei problemi delle prime ore dopo una catastrofe. Kin no Ibuki lancerà da ottobre confezioni di riso integrale già pronto che possono essere consumate senza forno a microonde, acqua calda o elettricità. Il prezzo previsto è compreso tra 350 e 380 yen.

Le piogge torrenziali stanno inoltre alimentando la domanda di sistemi contro gli allagamenti. Fuji Kougyo, nella prefettura di Hyogo, produce barriere mobili in resina ABS del peso di 4,4 chilogrammi, molto più leggere dei tradizionali sacchi di sabbia, che possono arrivare a circa 25 chilogrammi. Le barriere sono già state adottate anche all’estero dalla Metropolitan Manila Development Authority nelle Filippine per contrastare le inondazioni lungo la grande arteria stradale Edsa.

Secondo un rapporto della società di ricerca Intage, la quota delle famiglie giapponesi che ha adottato almeno una misura di preparazione alle catastrofi è salita quest’anno al 52,8%, contro il 47,1% del 2023. La crescita è stata particolarmente marcata tra le persone che vivono sole: dal 32% al 40,2%.

Il fenomeno è diventato anche una priorità della politica industriale del governo. La nuova Agenzia per la gestione dei disastri entrerà in funzione a novembre con il compito di coordinare prevenzione, risposta alle emergenze e ricostruzione. Il 17 settembre la prima ministra Sanae Takaichi ha indicato il rafforzamento della capacità nazionale di gestione delle catastrofi tra gli obiettivi del nuovo esecutivo.

La strategia di crescita approvata dal governo comprende inoltre la prevenzione dei disastri e la resilienza nazionale tra i 17 settori strategici nei quali Tokyo intende favorire investimenti pubblici e privati. L’obiettivo indicato è anche trasformare l’esperienza accumulata dal Giappone in un settore di esportazione, portando le vendite all’estero delle aziende giapponesi attive nella prevenzione dai circa 1.000 miliardi di yen del 2024 a circa 2.000 miliardi nel 2030.

“Creeremo un circolo virtuoso che colleghi lo sviluppo tecnologico alla commercializzazione, all’applicazione e alla creazione della domanda, portando a ulteriore sviluppo tecnologico”, afferma la strategia, che punta anche all’espansione sui mercati esteri attraverso la collaborazione tra settore pubblico e privato.

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