Tirana brucia e Rama accusa: «Dietro le proteste Mosca e Teheran»

Gli studenti universitari albanesi protestano da una settimana contro il governo albanese, anche in modo violento. Insieme a loro i cosiddetti fenicotteri: contro la corruzione e contro l’accordo tra il premier e il genero di Trump pere un resort di lusso in un’area protetta

Proseguono ormai da una settimana le proteste, a Tirana, contro il governo del primo ministro Edi Rama. O meglio, da una settimana per le strade dell’Albania le proteste si sono fatte anche violente: gli ultimi scontri, nella serata di ieri – domenica 18 ottobre – con i dimostranti che si sono radunati lungo il viale Deshmoret e Kombit, nel centro della capitale, tentando di avvicinarsi alla sede del governo e lanciando pietre contro gli agenti, che hanno risposto utilizzando gas lacrimogeni per disperdere la folla. A protezione dell’edificio sono stati schierati numerosi reparti di polizia, tra cui le Forze di intervento rapido e le unità speciali Eagles, oltre a diversi furgoni e due mezzi dotati di cannoni ad acqua. I fermi, al momento sono quasi 200.

A manifestare, negli ultimi giorni – non solo pacificamente – i giovani universitari albanesi, che affrontano l’inizio del nuovo anno accademico in balìa di strutture fatiscenti e di un caro vita che rende sempre più difficile mantenersi fuori sede per un percorso di studi.

La contestazione studentesca si inserisce però in un contesto più ampio di rabbia e delusione, con i cosiddetti “fenicotteri” che manifestano (perlopiù pacificamente) ormai da oltre quattro mesi. A fare da perno al malcontento diffuso, un accordo siglato dal governo di lunga data – ormai al quarto mandato – con il genero di Donald Trump, Jared Kushner: oggetto dell’intesa, tutt’altro che trasparente, è la costruzione di un resort di lusso in un’area costiera protetta.

Le ultime notizie ufficiali diffuse dal premier albanese parlano di un drone esplosivo, destinato a colpire la sede del governo a Tirana, che è stato neutralizzato tre giorni fa. Dietro l’attacco, per Rama, ci sarebbero «mani straniere»: una tesi sostenuta sin dall’avvio delle manifestazioni antigovernative, sfociate questa settimana in attacchi a edifici pubblici, banche e negozi. In fiamme, domenica sera, anche il pianterreno di un commissariato, con almeno 16 gli agenti feriti. Il drone avrebbe dovuto colpire un’installazione tridimensionale nel cortile interno del Palazzo di Governo, utilizzato come spazio per eventi e incontri ufficiali.

«Dio sa, quali sarebbero state le [...]

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