
L’audizione di Terna: il cambio dall’ora legale all’ora solare non produce più forti risparmi di energia
Nella notte tra sabato 24 e domenica 25 ottobre tornerà in vigore l’ora solare in tutta Italia, segnando la fine dei sette mesi di ora legale iniziati lo scorso 29 marzo. Alle 3:00 del mattino le lancette dovranno essere spostate indietro di un’ora, tornando alle 2:00. Questo significa che potremo dormire un’ora in più, ma anche che il sole sorgerà e tramonterà un’ora prima rispetto all’orario precedente. Come ogni anno, in questo periodo si torna a discutere sulla convenienza o meno di avere un doppio standard orario durante l’anno.
Del tema si è occupata anche la Camera dei deputati con un’indagine conoscitiva svolta dalla commissione Attività produttive e promossa dal deputato leghista Andrea Barabotti. Il quadro emerso nel corso del ciclo di audizioni a Montecitorio evidenzia una convergenza pressoché generale dei soggetti auditi nel ritenere superabile l’attuale regime del doppio cambio stagionale dell’ora, a causa delle criticità, di natura sanitaria e organizzativa, che la fase di transizione determina nei giorni immediatamente successivi al cambiamento. Alla luce di tale convergenza e del carattere ricorrente degli oneri legati alle due transizioni annuali, la Commissione raccomanda il superamento del doppio cambio stagionale. Montecitorio lascia tuttavia aperta la scelta tra ora legale e ora solare permanenti che – non essendo emersa una posizione univoca – richiede una distinta valutazione dei rispettivi effetti energetici, sanitari, sociali e produttivi, nonché della loro distribuzione territoriale.
Nella propria memoria la CGIL ha evidenziato come la logica sottostante all’istituto del cambio dell’ora sia quella di spostare in avanti l’orario per sfruttare meglio la luce naturale, riducendo così l’uso di illuminazione artificiale nelle ore serali. Ma Geopop ha segnalato come, negli ultimi vent’anni, la diffusione di tecnologie di illuminazione a basso consumo abbia ridimensionato tali esigenze. Tali osservazioni sono coerenti con quelle presenti nella memoria depositata da Terna S.p.a. La società ritiene, infatti, che il beneficio, in termini di riduzione di fabbisogno elettrico atteso, di un sistema orario basato sull’ora legale permanente, rispetto ad un sistema basato sul doppio cambio dell’ora o ad un sistema fondato sull’ora solare permanente, sia, nel complesso, ridotto e che sia progressivamente diminuito nel corso degli ultimi anni. Tale fenomeno, secondo Terna, sarebbe “molto probabilmente legato ad un aumento dell’efficienza energetica delle tecnologie e dei sistemi di illuminazione”.
Confesercenti e Confcommercio hanno rappresentato che l’introduzione dell’ora legale permanente, con la conseguente estensione della luce naturale nella fascia pomeridiano-serale, potrebbe favorire il commercio al dettaglio attraverso tre distinte direttrici: un effetto di maggiore propensione all’uscita e alla permanenza negli spazi commerciali dopo l’orario di lavoro; un effetto di maggiore sicurezza percepita e di vitalità urbana, con positive ricadute sulla frequentazione di strade commerciali e centri storici.
Il profilo sanitario ha costituito uno degli aspetti maggiormente approfonditi nel corso delle audizioni, con il coinvolgimento di società scientifiche, medici e ricercatori. Dalle audizioni emerge una convergenza pressoché generale nel ritenere superabile l’attuale regime del doppio cambio stagionale dell’ora: in questo senso si sono espressi, sia pure con argomentazioni e conclusioni diverse, l’Accademia Italiana di Medicina del Sonno (AIMS), il direttore del Centro per la narcolessia e i disturbi del sonno dell’IRCCS Istituto delle Scienze Neurologiche di Bologna (dott. Plazzi), il dott. Domenico Maurizio Toraldo, [...]
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