Tra asfalti, pavimentazioni sportive ed energia: cresce il riciclo gomma da pneumatici

Il riciclo della gomma da pneumatici arrivati a fine corsa cresce. Al 30 agosto di quest’anno il Consorzio Ecopneus ha registrato il ritiro di 125.748 tonnellate di pneumatici fuori uso, con un avanzamento rispetto al target stabilito per legge del 76%.

«A titolo di confronto, nel 2025 Ecopneus ha raccolto 199.408 tonnellate di PFU (+24% rispetto al target di legge ordinario) – sottolineano dal consorzio -, evadendo 52.000 richieste di prelievo presso 20.382 punti di generazione distribuiti in tutte le province italiane».

Che tradotto significa maggiore utilizzo dei rifiuti che diventano materia prima e riduzione dell’approvvigionamento di materie prime vergini, decarbonizzazione e un mercato interno della gomma riciclata sempre più maturo.

«In Italia, ogni anno giungono a fine vita circa 350.000 tonnellate di pneumatici provenienti dalla sostituzione sui veicoli in circolazione – sottolineano dal consorzio -. Si stima l’immissione annuale di circa 30 milioni di pneumatici per autovetture, 2 milioni per autocarri, 3 milioni per mezzi a due ruote e oltre 300.000 per mezzi industriali e agricoli».

E benché questi ultimi rappresentino solo lo 0,9% in termini di quantità, in termini di peso vanno oltre il 4% in peso, a causa delle loro grandi dimensioni.

Nel 2025 il sistema di recupero di pneumatici fuori uso è stato pari a 188.853 tonnellate. «Grazie al sistema di gestione Ecopneus, nel 2025 sono state evitate 131.138 tonnellate di CO₂ equivalente, pari all’assorbimento di 17,5 milioni di alberi- sottolineano dal consorzio -. Inoltre 1.204.249 MWh di risorse fossili equivalenti all’energia per illuminare uno stadio per oltre 116.000 partite o riscaldare 12,5 milioni di metri quadrati di appartamenti per un anno e il fabbisogno elettrico dimestico di 400 mila famiglie».C’è poi la rappresentazione plastica della raccolta. Messe in fila 199.408 tonnellate di PFU hanno una lunghezza di 129 chilometri, come distanza da Firenze a Rimini. In volume riempiono 198 piscine olimpioniche.

In peso, come 1.330 Boing 747 a pieno carico (150 tonnellate ciascuno).

Degli pneumatici recuperati il 51% diventa nuova materia prima e utilizzata in settori che spaziano dalla costruzione di nuovi asfalti alla pavimentazione per impianti sportivi. Il 49% per recupero energetico. Ci sono poi le barriere acustiche fonoassorbenti, realizzate in gomma riciclata e calcestruzzo, capaci di mitigare l’inquinamento acustico lungo le grandi arterie viarie. Oltre al dispositivo D.s.m.U. Ecofriendly. Si tratta di un sistema di protezione salvavita continuo, realizzato con un compound di gomma da pneumatici fuori uso, progettato per essere installato sui montanti delle barriere stradali esistenti per assorbire l’energia cinetica in caso.

«La gestione degli Pneumatici Fuori Uso non rappresenta semplicemente una sfida ambientale, ma una vera e propria leva di politica industriale per il Paese – dice Giuseppina Carnimeo, direttore generale Ecopneus-. La vera forza dell’economia circolare risiede nella capacità di restituire valore alla collettività, trasformando quello che era considerato un rifiuto in una materia prima seconda capace di rendere le nostre città più vivibili, moderne e resilienti».

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