
È quanto emerge dallo studio Imbie realizzato nel progetto sostenuto dall’Esa e dalla Nasa
Negli ultimi 70 anni la Groenlandia e l’Antartide hanno perso 11 mila miliardi di tonnellate di ghiaccio, provocando un innalzamento globale del mare di oltre 3 centimetri. Inoltre la questione non riguarda semplicemente lo scioglimento superficiale del ghiaccio. «Anche i ghiacciai che drenano queste vaste calotte stanno scorrendo più velocemente, convogliando enormi quantità di ghiaccio direttamente nell’oceano».
L’iniziativa Imbie
Sono gli ultimi risultati, pubblicati oggi sulla rivista “Scientific Data”, e provengono dall’iniziativa Imbie (Ice Sheet Mass Balance Intercomparison Exercise). Il progetto, sostenuto dall’Esa e dalla Nasa raccoglie e armonizza le misurazioni provenienti da diverse missioni satellitari per costruire il quadro più coerente possibile di come le due grandi calotte glaciali del pianeta siano cambiate nel corso di diversi decenni.
Groenlandia e Antartide
«Nel loro loro insieme – sottolinea lo studio – la Groenlandia e l’Antartide sono oggi responsabili di circa un quarto dell’innalzamento globale del livello del mare». Non solo. Come evidenzia lo studio, «combinando queste osservazioni, i ricercatori possono comprendere meglio la quantità di ghiaccio persa, dove avvenga tale perdita e con quale rapidità stia accelerando: elementi tutti cruciali per migliorare le proiezioni sul futuro innalzamento del livello del mare».
La sfida dei ricercatori
Una sfida per i ricercatori, dato che non tutti i satelliti misurano il ghiaccio allo stesso modo, che consiste «nel rendere confrontabili queste diverse osservazioni». Il team Imbie ha raggiunto questo obiettivo «aggregando stime indipendenti del bilancio di massa delle calotte glaciali e tenendo attentamente conto delle differenze tra le missioni satellitari, le tecniche di misurazione e i periodi di osservazione».
70 anni di cambiamenti
Che nel corso di 70 anni ci siano stati dei cambiamenti, lo sottolinea il responsabile dello studio Inès Otosaka, della Northumbria University. «Oltre quattro quinti [...]

