Tra Nutriscore e health warning il 71% degli italiani vuole scegliere cosa mangiare

Per la larga maggioranza degli intervistati le esigenze di tutela della collettività non devono limitare la capacità di scelta individuale in materia di consumi alimentari

In tempi di etichette a semaforo Nutriscore che separano i cibi “buoni” dai “cattivi”, di health warning sulle etichette dei prodotti alcolici alla stregua di quanto avviene per le sigarette, per non parlare della sugar tax per scoraggiare i consumatori – nella convinzione (tutta da dimostrare) che chi non riesce a tenere a bada la propria linea, almeno sarà più attento al portafoglio – gli italiani continuano a preferire un criterio di scelta personale.

È quanto è emerso dalla ricerca di Swg presentata oggi alla Camera dei Deputati nell’ambito dell’incontro, organizzato dalla Fondazione De Gasperi, intitolato “La libertà di scegliere: tra tutela collettiva e diritti individuali”, nel corso del quale è stato indagato il ruolo delle normative alimentari e dell’intervento pubblico nelle scelte dei cittadini.

E in quest’ottica la ricerca Swg ha analizzato proprio l’atteggiamento prevalente degli italiani in materia di scelte alimentari.

La ricerca ha evidenziato come il 72% degli intervistati ritiene che la protezione della collettività non debba limitare la libertà di scelta nei consumi dei prodotti alimentari, mentre il 71% considera più efficace una informazione adeguata e una educazione alimentare corretta rispetto a tasse e divieti che possano indurre a promuovere [...]

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