Tratta degli esseri umani, la Commissione Ue propone una strategia per rafforzare le tutele

Punterà sull’implementazione delle sanzioni, l’integrazione della tecnologia nei piani di prevenzione e la collaborazione con le aziende per ridurre lo sfruttamento lavorativo

Implementare gli strumenti per il contrasto alla tratta degli esseri umani facendo leva su tecnologia, sanzioni e sinergie virtuose con le imprese. È questo l’obiettivo della nuova strategia definita dalla Commissione europea, che interviene drasticamente su un fenomeno che, negli ultimi anni, si è sensibilmente incancrenito. Diramandosi in più forme: dallo sfruttamento lavorativo a quello sessuale, passando per criminalità, accattonaggio e matrimoni forzati.

«La tratta degli esseri umani continua a rappresentare una seria sfida nell’Unione europea», ha commentato Henna Virkkunen, vicepresidente esecutiva per la sovranità tecnologica, la sicurezza e la democrazia. «Questo nuovo quadro aiuterà a prevenire abuisi, ridurre rischi nell’ambiente digitale e sostenere un’azione efficace contro i trafficanti».Una posizione a cui si è allineato anche Magnus Brunner, commissario per gli Affari interni e la migrazione: «I trafficanti saranno chiamati a rispondere delle loro azioni, le loro reti saranno interrotte e le vittime saranno protette. Le persone non possono essere in vendita».

Tra 2023 e 2024, l’Unione europea ha registrato oltre 20mila vittime, con un aumento di oltre il 16 per cento (senza contare i tanti casi rimasti invisibili). Ed è proprio da questi numeri che parte la nuova strategia, puntando su sei priorità: un migliore utilizzo della tecnologia per prevenire e rintracciare la tratta e le sue ramificazioni; una più stretta collaborazione con il tessuto imprenditoriale e gli ispettori del lavoro; un’intensificazione dell’azione contro la criminalità organizzata; una gestione mirata dei rischi legati alla migrazione; un training più oculato in vista di tempi di crisi; un potenziamento del sostegno e della protezione dei soggetti a rischio e, ancor più delle vittime. Due categorie che, numeri alla mano, continuano a essere il target preferenziale dei trafficanti: finora donne e ragazze hanno coperto circa il 63 per cento delle vittime registrate, soprattutto guardando ai casi di sfruttamento sessuale; i bambini hanno toccato il 15 per cento e, quanto allo sfruttamento lavorativo, sono gli uomini i profili più interessati (74 per cento). Una serie di trend che la Commissione Ue prova a correggere con un pacchetto di misure strutturali. Proviamo a capire di cosa si tratta.

La tecnologia entra in campo per potenziare le attività di prevenzione, rilevamento dei traffici e indagine. Attraverso un doppio circuito: da un lato utilizzando strumenti già esistenti, come la legge sui servizi digitali e il Forum europeo su internet; dall’altro, invece, iniziative in via di sviluppo o che entreranno prossimamente in vigore, come il piano d’azione Ue contro le frodi digitali. Ma non è tutto: con la piattaforma multidisciplinare di lotta alle minacce della criminalità (Empact), l’Ue sosterrà approcci innovativi alle indagini digitali, inclusi gli hackathon.

Per intervenire sul settore privato in modo da [...]

Continua a leggere su: Il Sole 24 Ore

Articoli correlati