Tratta dei migranti, smantellata organizzazione tra Algeria, Sardegna e Marsiglia

Sui potenti gommoni avrebbero dovuto trasportare migranti irregolari in un triangolo che metteva assieme Algeria, Sardegna e Francia. La Dda di Cagliari e la Polizia di Stato hanno smantellato un’organizzazione transazionale che ha portato al fermo di 8 stranieri. È il bilancio dell’operazione denominata Phantom condotta dal Servizio Centrale Operativo della Direzione Centrale Anticrimine della Polizia di Stato e dalla Squadra Mobile di Cagliari, con il supporto della Sisco, sotto la direzione della Direzione Distrettuale Antimafia.

L’indagine prende il nome dai potenti gommoni ad alte prestazioni, denominati “Phantom”, che l’organizzazione avrebbe dovuto utilizzare per trasportare, attraverso il Mediterraneo, sia migranti irregolari sia ingenti quantitativi di sostanze stupefacenti. Secondo gli elementi raccolti durante l’indagine avviata a febbraio, al vertice dell’organizzazione ci sarebbe stato un cittadino algerino richiedente asilo, recentemente stabilitosi nel cagliaritano. «L’uomo – ricostruisce in una nota la Polizia di Stato – avrebbe gestito il reclutamento dei migranti e degli scafisti in Algeria, la riscossione del denaro necessario per la traversata e l’organizzazione dei viaggi clandestini verso le coste della Sardegna attraverso pericolose imbarcazioni e la presunta corruzione di appartenenti alle autorità locali per agevolare le partenze».

Le indagini avrebbero consentito di ricostruire «un consolidato asse tra El Kala in Algeria, Cagliari e Marsiglia, lungo il quale si sviluppavano le principali direttrici operative dell’organizzazione». Nello specifico, in Algeria venivano reclutati i migranti, organizzate le partenze e predisposta la logistica per le traversate. In Sardegna era presente la struttura incaricata dell’accoglienza, della predisposizione dei documenti contraffatti e del supporto operativo ai sodali. «Nell’area di Marsiglia – ricostruisce ancora la Polizia -operava uno dei principali finanziatori dell’organizzazione, ritenuto il referente per il reperimento delle risorse economiche e dei mezzi navali ad alte prestazioni, in particolare i gommoni veloci destinati sia al trasporto clandestino dei migranti sia ai progettati traffici internazionali di sostanze stupefacenti».

Le indagini hanno consentito di ricostruire «almeno cinque traversate clandestine partite dalla città algerina di El Kala e dirette verso le coste meridionali della Sardegna, identificando i presunti scafisti impiegati».

Per gli inquirenti però l’orizzonte era quello di una crescita. «L’organizzazione aveva infatti acquisito potenti gommoni equipaggiati con motori ad alta potenza e progettava di inaugurare una nuova e più redditizia rotta del traffico di esseri umani: partire dalle coste sarde, raggiungere l’isola tunisina di La Galite – ricostruiscono ancora gli inquirenti -, imbarcare gruppi di migranti e riportarli rapidamente in Sardegna mediante traversate velocissime. Un modello operativo che avrebbe consentito di moltiplicare il numero dei viaggi e, conseguentemente, i profitti dell’organizzazione, considerato che ciascun migrante avrebbe corrisposto alle organizzazioni criminali una somma stimata intorno ai 2.500 euro per raggiungere il territorio italiano».

Secondo gli inquirenti ci sarebbe stata anche la fase preparatoria di un presunto traffico internazionale di sostanze stupefacenti. Secondo quanto emerso dalle indagini, «l’organizzazione avrebbe pianificato l’importazione dalla Spagna di circa 500 chilogrammi di hashish e 10 chilogrammi di cocaina, da trasportare via mare mediante i due potenti gommoni. Il progetto criminoso, tuttavia, non sarebbe stato portato a compimento; pertanto, nel provvedimento di fermo non sono stati contestati i reati concernenti il traffico di sostanze stupefacenti».

Articoli correlati