
I temi: soluzioni naturali all’inquinamento e riconoscimento tempestivo dei segnali precoci dei disturbi dello sviluppo infantile
Ci sono 55 giorni di tempo, fino a domenica 15 novembre, per aderire alla campagna di crowdfunding lanciata dall’università di Trento, alla quale si è arrivati dopo un lavoro preparatorio durato diversi mesi.
I fondi serviranno per sostenere le due iniziative di ricerca selezionate per la campagna di finanziamento tra quattordici che hanno preso parte a una call interna indetta dall’ateneo. La sfida è riuscire a raccogliere 6.000 euro per ciascuno dei due progetti. Tutti i fondi raccolti nei prossimi 55 giorni contribuiranno al raggiungimento dell’obiettivo, qualsiasi sia l’importo della donazione.
Si tratta di due filoni di ricerca legati alla salute ambientale e al benessere dei bambini e delle bambine, selezionati per il forte impatto che hanno sulle persone e sull’ambiente.
I temi sono un mondo meno inquinato e un riconoscimento tempestivo dei segnali precoci dei disturbi dello sviluppo infantile. Alla base di questa seconda campagna di crowdfunding dell’Università di Trento c’è la volontà di trasformare delle intuizioni scientifiche in soluzioni concrete per il miglioramento della qualità di vita delle persone. Il territorio, cittadine e cittadini sono chiamati a entrare in questa alleanza e a contribuire attivamente.
Il primo studio (“Curiamo la nostra terra”) è pensato per trovare una soluzione naturale all’inquinamento, utilizzando microrganismi benefici per liberare il terreno da residui chimici e contaminanti. L’altro (“I segnali segreti dei neonati”), afferente al Cimec, si concentra sul monitoraggio dei neonati con la tecnologia dell’elettroencefalografia (Eeg) per un’identificazione precoce delle alterazioni dello sviluppo.
«Si tratta di una campagna che testimonia il forte collegamento dell’Ateneo con il territorio e contribuisce a rafforzare questo legame, un reciproco senso di appartenenza — ha dichiarato il rettore Flavio Deflorian —. Per fare ricerca oggi non bastano più solo intraprendenza, competenza e applicazione: per far crescere i progetti serve l’impegno di tutte e tutti. E l’entusiasmo con cui la comunità partecipa alle nostre iniziative dimostra quanta voglia ci sia di costruire insieme soluzioni concrete per la salute e l’ambiente». Alessandra Montresor, dirigente della direzione Comunicazione e Relazioni esterne dell’Università di Trento ha illustrato i dettagli della campagna: «Per UniTrento il crowdfunding è una scommessa vincente sulla partecipazione e sulla trasparenza — ha affermato —. Bastano pochi clic: con qualsiasi importo si contribuisce all’avanzamento della scienza, si scopre da vicino come si costruisce il progresso e si entra a far parte della community UniTrento».
A sostenere l’iniziativa quest’anno scende in campo anche lo sport: partner della campagna di finanziamento sono le due gare Bts Trento Running Festival e 30Trentina. La prima competizione, in programma a Trento domenica 27 settembre, sostiene lo studio “Curiamo la terra”: le e i partecipanti potranno contribuire alle donazioni tramite la loro iscrizione. La 30Trentina, in calendario per domenica 4 ottobre in Valsugana, affiancherà il progetto “I segnali segreti dei neonati” offrendo la possibilità di abbinare la sfida sportiva al sostegno della ricerca. In entrambe le manifestazioni, le atlete e gli atleti della community UniTrento potranno correre indossando i colori dell’Università.
“Curiamo la nostra terra” ha come referente Gerardo Puopolo, docente del Centro Agricoltura Alimenti Ambiente (C3A), e si propone di studiare microrganismi in grado di degradare i contaminanti del suolo. Si stima che in Italia i residui di pesticidi siano presenti nel 55% delle acque superficiali e che, nel 79% dei casi, l’acqua potabile sia contaminata da Pfas. L’obiettivo del progetto è incidere su queste cifre e «curare la terra»: individuare un approccio naturale e sicuro per risanare i suoli e le acque. Operativamente, il gruppo di ricerca si occuperà di selezionare e sviluppare microrganismi benefici in grado di degradare pesticidi e Pfas e di ripristinare la vitalità del suolo. Il crowdfunding consentirà di acquistare uno spettrometro e un fermentatore per il laboratorio necessari per proseguire nella ricerca con l’obiettivo di passare poi all’attività sul campo.
“I segnali segreti dei neonati” ha come riferimento Manuela Piazza, docente del Centro interdipartimentale Mente/Cervello (Cimec) e del Dipartimento di Psicologia e Scienze cognitive (Dispco) e prende le mosse dalla consapevolezza che in Italia i disturbi del neurosviluppo riguardano migliaia di bambini e bambine e le loro famiglie. Per i disturbi dello spettro autistico, dell’apprendimento fondamentale è la tempestività d’intervento: l’obiettivo dello studio è riuscire a individuare precocemente i segnali che possono indicare difficoltà nello sviluppo, monitorando i neonati e le neonate fin dai primi giorni di vita attraverso una tecnologia sicura e non invasiva, l’elettroencefalografia (Eeg).
Concretamente il crowdfunding servirà per l’acquisto di cuffiette Eeg progettate apposta per i bambini e le bambine appena nati, capaci di rilevare segnali cerebrali con alta precisione e nel massimo comfort.

