Donald Trump salirà a breve sul podio dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite. L’intervento del presidente americano è atteso intorno alle 9.55 di New York, le 15.55 in Italia, nella giornata che apre il dibattito generale dell’81ª Assemblea. Un discorso particolarmente atteso, mentre a New York si concentrano in queste ore negoziati e incontri su alcune delle principali crisi internazionali, dalla guerra con l’Iran all’Ucraina.

Trump arriva al Palazzo di Vetro dopo aver incontrato lunedì il presidente francese Emmanuel Macron. Al centro del colloquio c’è stata soprattutto l’Ucraina. Macron ha spiegato di aver discusso con il presidente americano la possibilità di arrivare a una moratoria tra Russia e Ucraina sugli attacchi al settore energetico e la necessità di rafforzare più rapidamente le difese di Kiev, in particolare con nuovi intercettori.

Il dossier ucraino resterà sul tavolo anche oggi. Trump è atteso a un incontro con Volodymyr Zelensky, arrivato a New York per l’Assemblea generale. Il presidente ucraino cerca nuovo sostegno internazionale, soprattutto per la difesa aerea, mentre sul terreno gli attacchi proseguono. Nella notte la Russia ha colpito con missili e droni almeno quattro regioni ucraine, provocando cinque morti secondo le autorità locali. Le forze ucraine hanno invece colpito un’altra raffineria russa nella regione di Samara.

Ma a dominare questa Assemblea generale è soprattutto il Medio Oriente. La guerra tra Stati Uniti e Iran si avvicina ormai al settimo mese e ha avuto pesanti ripercussioni sui mercati energetici e sui flussi attraverso lo Stretto di Hormuz. Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian è arrivato a New York, ma prima della partenza ha mostrato forte scetticismo sulla possibilità di riaprire i negoziati con Washington, ricordando che l’Iran è stato attaccato mentre erano in corso precedenti contatti diplomatici.

Proprio nelle ultime ore è arrivato un altro segnale della pressione nella regione. Il Consiglio di cooperazione del Golfo ha chiesto all’Iran e ai gruppi suoi alleati di fermare gli attacchi contro gli Stati arabi del Golfo e di garantire la libera navigazione attraverso due passaggi strategici per l’economia mondiale, lo Stretto di Hormuz e Bab el-Mandeb. Le interruzioni del traffico nelle due aree hanno avuto conseguenze sui mercati petroliferi e sulle catene di approvvigionamento internazionali.

Trump incontrerà oggi anche i rappresentanti di Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Qatar, Kuwait, Bahrain e Oman. Al centro del confronto ci saranno la guerra con l’Iran e la crescente preoccupazione per gli Houthi, sostenuti da Teheran, che hanno guadagnato terreno nello Yemen, attaccato l’Arabia Saudita e minacciato il traffico marittimo attraverso Bab el-Mandeb.

La giornata diplomatica del presidente Usa sarà particolarmente fitta. Trump dovrebbe incontrare, bilateralmente o in formati più ampi, almeno undici leader. Oltre a Zelensky e ai rappresentanti dei sei Paesi del Golfo, sono previsti incontri con il premier britannico Andy Burnham, la leader ad interim del Venezuela Delcy Rodríguez, la premier danese Mette Frederiksen e il primo ministro groenlandese Jens-Frederik Nielsen. Con Danimarca e Groenlandia è prevista la firma di un accordo destinato ad aumentare la presenza militare americana sull’isola, che resterà territorio danese.

“Il potere militare da solo non può garantire la pace, il potere economico da solo non può garantire la stabilità. La sola potenza tecnologica non può garantire la sicurezza’’. Lo ha dichiarato Segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres in apertura della 81esima sessione dell’Assemblea generale. “Un mondo multipolare interconnesso può creare le condizioni per una risoluzione dei problemi globali più equilibrata e rappresentativa”, ha affermato Guterres convinto che ’’per costruire il futuro è importante costruire una rete’’, anche “le superpotenze hanno un potere limitato, gli eventi degli ultimi anni lo hanno reso sempre più chiaro’’. Guterres ha quindi sottolineato che “cooperare è fondamentale per la stabilità’’ globale.

La comunità internazionale non può assistere alla scomparsa della prospettiva di una soluzione dei due Stati per israeliani e palestinesi. Lo ha affermato il segretario generale delle Nazioni unite Antonio Guterres nella sua relazione all’Assemblea generale dell’Onu, mettendo in relazione il futuro del processo di pace con gli sviluppi in corso nella Cisgiordania occupata. «Non possiamo permettere che la soluzione dei due Stati scompaia davanti ai nostri occhi», ha dichiarato Guterres.

Il segretario generale ha denunciato in particolare le violenze, gli sfollamenti e l’espansione degli insediamenti israeliani in Cisgiordania, sostenendo che questi sviluppi stanno compromettendo la strada verso la pace e facendo emergere lo spettro di una pulizia etnica.

Guterres ha invitato inoltre a non perdere di vista la «devastante situazione» nei Territori palestinesi occupati nonostante le altre crisi che stanno investendo il Medio Oriente.

NEW YORK – L’81esima Assemblea generale dell’Onu apre il dibattito messa all’angolo dalla propria impotenza, al cospetto di guerre e crisi irrisolte – dall’Iran all’Ucraina e alla tragedia palestinese a Gaza e in Cisgiordania. E da un presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, che interverrà oggi davanti a delegazioni di 193 paesi al via della settimana ad alto livello delle Nazioni Uniti, più che mai dedito all’unilateralismo di America First.

Uno dei conflitti, l’Ucraina, ha dominato l’apertura dei lavori. In attesa oggi del colloquio a margine con il presidente Volodymyr Zelensky, Trump ha fatto filtrare una richiesta di de-escalation e fine ad attacchi alle infrastrutture energetiche dell’invasore russo in nome dello shock globale su benzina e diesel. «La guerra tra Russia e Ucraina è di gran lunga il conflitto più difficile», ha ammesso il vice presidente JD Vance, auspicando tuttavia «progressi» definiti una «questione di tempo».

Donald Trump ha detto ai suoi consiglieri che gli piacerebbe incontrare i funzionari iraniani se «le condizioni sono giuste». Lo riporta la Cnn citando alcune fonti, secondo le quali il presidente potrebbe incontrare gli iraniani a margine dell’Assemblea dell’Onu insieme ai suoi consiglieri. Al momento, comunque, non c’è nulla in programma.

«In tutto il Medio Oriente, i conflitti si stanno moltiplicando a catena. Faccio appello ai leader presenti in quest’aula affinché sfruttino al meglio questa settimana di alto livello per favorire la de-escalation e il dialogo. Lanciamo insieme un messaggio chiaro: i combattimenti devono cessare, gli aiuti umanitari devono poter fluire, e i diritti e le libertà di navigazione devono essere pienamente ripristinati, in conformità con il diritto internazionale». Lo ha detto il segretario generale dell’Onu Antonio Guterres aprendo i lavori dell’81esima Assemblea Generale al Palazzo di Vetro nell’ultimo discorso del suo mandato.

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