Trump: «Candidati dem pericolosi, voto di Midterm più importante della storia Usa»

Nelle elezioni di metà mandato per il rinnovo del Congresso, i candidati democratici secondo gli ultimi sondaggi sono avanti in cinque degli Stati chiave per il Senato

«Sono le elezioni di metà mandato più importanti della nostra storia, dobbiamo vincere contro i candidati democratici più estremisti e pericolosi della storia americana. Sono i candidati più pericolosi mai presentati». Dal Lincoln Memorial di Washington, Donald Trump ha attaccato con spavalderia gli avversari, ma è parso in alcuni momenti quasi rassegnato alla sconfitta. Mentre anche gli ultimi sondaggi, quelli realizzati dall’istituto Siena per il New York Times indicano l’arrivo di un’onda blu sugli Stati Uniti: una schiacciante vittoria dei democratici che potrebbero strappare la maggioranza non solo della Camera (un risultato ormai dato per certo da tutti gli analisti), ma anche quella al Senato (dove la corsa è considerata ancora molto incerta).

«I democratici vogliono rovinare tutto, distruggere l’America che abbiamo fatto tornare grande in questi due anni, eleggendo comunisti e jihadisti: spero che gli americani facciano la cosa giusta», ha aggiunto il presidente, nel suo ultimo intervento della campagna elettorale, davanti alla Reflecting Pool ristrutturata tra le polemiche.

Trump ha poi chiesto un ultimo sforzo ai suoi sostenitori per contenere le perdite: «Non possiamo consentire a gente che odia questo paese di vincere», ha riaffermato per poi ammettere: «Per qualche motivo i presidenti perdono sempre le elezioni di Midterm, ma ci abbiamo comunque provato sul serio».

Oggi gli americani votano per rinnovare la Camera e un terzo del Senato, oltre che per eleggere 36 governatori e molte cariche statali, ma il voto di metà mandato si è trasformato da tempo in un referendum sull’azione del presidente: «Votate come se sulla scheda ci fosse il mio nome», ha ripetuto anche ieri lo stesso Trump. «Solo quando sono in campo io – ha detto il tycoon – possiamo vincere qualcosa».

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