Trump lancia programma dazi su droni: tariffe fino al 100% sulle importazioni

I nuovi dazi sui droni voluti da Trump puntano a ridurre la dipendenza da fornitori esteri, rafforzare la sicurezza nazionale e rilanciare la produzione industriale americana

Il programma di dazi sui droni promosso dal presidente Donald Trump mira, secondo la Casa Bianca, a «tutelare la sicurezza nazionale degli Stati Uniti e la loro base industriale nel settore della difesa e in quelli ad essa collegati, sostenendo e creando posti di lavoro americani».

Nella nota diffusa dall’amministrazione si sottolinea come i droni rappresentino ormai una tecnologia cruciale nei conflitti contemporanei e un elemento strategico per le operazioni militari statunitensi, sia nel presente sia in prospettiva futura. Washington evidenzia inoltre la forte dipendenza degli Stati Uniti da fornitori esteri per componenti essenziali dei sistemi aerei senza pilota (Uas), una condizione che, secondo la Casa Bianca, espone il Paese a rischi sul piano della sicurezza nazionale e della cybersicurezza. Per questo motivo, si legge nel documento, «la produzione statunitense di droni deve essere ampliata rapidamente per garantire la sicurezza nazionale ed economica degli Stati Uniti».

«Trump ha da tempo riconosciuto che la sicurezza nazionale e la forza economica degli Stati Uniti dipendono dal rilancio di settori chiave della nostra base industriale», ricorda inoltre la Casa Bianca. Il documento conclude sostenendo che «attraverso negoziati con i partner commerciali stranieri e l’uso strategico dei dazi, il presidente ha assicurato trilioni di investimenti privati ed esteri per riportare posti di lavoro e produzione negli Stati Uniti, diversificando al contempo le catene di approvvigionamento globali e riducendo la dipendenza dalle nazioni avversarie».

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