Tumore al polmone: primi risultati con vaccino sperimentale, quasi raddoppiata la sopravvivenza

L’oncologo Cappuzzo: “Il farmaco è un vero e proprio addestratore molecolare che insegna al sistema immunitario come riconoscere e distruggere le cellule tumorali senza incrementare la tossicità”

Le terapie tradizionali, a volte, non riescono a fermare la progressione di un tumore al polmone in fase avanzata e la priorità diventa individuare strategie innovative capaci di aumentare la sopravvivenza senza aumentare gli effetti collaterali. E’ questo l’obiettivo dei vaccini peptidici, chiamati anche vaccini terapeutici, che puntano a potenziare la risposta immunitaria già nel corso della malattia. Uno di questi vaccini peptidici di nuova generazione, attualmente in fase di sperimentazione, dimostra un’efficacia senza precedenti nei pazienti con tumore al polmone non a piccole cellule avanzato in seconda linea di trattamento. I dati evidenziano infatti un raddoppio della sopravvivenza a un anno, che raggiunge il 47% in combinazione con la chemioterapia a base di docetaxel e il 46% in combinazione con l’immunoterapia (nivolumab), contro il solo 29% ottenuto con la terapia tradizionale a base di solo docetaxel.

I dati dello studio di Fase 2 Combi-TED sul vaccino Tedopi (OSE2101), promosso dalla Fondazione Ricerca Traslazionale (FoRT) saranno presentati il 25 ottobre da Federico Cappuzzo, Direttore dell’Oncologia Medica 2 dell’Istituto Nazionale Tumori Regina Elena di Roma, presidente della Fondazione FoRT e primo autore dello studio, nell’ambito del congresso della Società Europea di Oncologia Medica (ESMO). La ricerca ha visto la collaborazione internazionale di 17 centri oncologici di eccellenza distribuiti tra Italia, Francia e Spagna, confermando il ruolo di primo piano della rete di ricerca italiana nella sperimentazione dei vaccini terapeutici.

I risultati segnano una svolta fondamentale per una patologia che solo in Italia registra circa 40mila nuove diagnosi ogni anno, confermandosi tra le principali cause di malattia tumorale e la prima in assoluto per mortalità nel nostro Paese. In particolare, la forma “non a piccole cellule” (NSCLC) rappresenta circa l’85% di tutti i casi di tumore al polmone. In questo scenario, le opzioni terapeutiche alla progressione della malattia sono ancora oggi estremamente limitate, con la chemioterapia tradizionale che rimane lo standard di cura nonostante la sua modesta efficacia e la spiccata tossicità.

“A differenza dei classici vaccini proteici o di quelli preventivi, il vaccino peptidico è costituito da una combinazione sintetica di 10 brevi frammenti di amminoacidi (peptidi) selezionati da antigeni tumorali – spiega Cappuzzo –. Il farmaco agisce come un [...]

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