
I dati dell’osservatorio Mastercard: la quota estarea a quota 61% sulla spesa complessiva
I viaggiatori stranieri si confermano traino per la crescita della spesa turistica anche per l’estate 2026: secondo i dati dell’osservatorio del turismo regionale di Mastercard tra maggio e agosto la voce è cresciuta del 9% rispetto allo stesso periodo (maggio-agosto) dello scorso anno e ha raggiunto la quota del 61% del totale. Una tendenza dietro la quale ci sono i numeri in ascesa di alcuni Paesi: se i tedeschi continuano a rappresentare il principale flusso, all’interno dell’Ue si fa notare la Spagna (+32%) e, a livello globale, la Turchia (+25%) e l’Australia (+25%).
A livello territoriale Lombardia e Veneto sono le regioni piu interessate dai flussi internazionali, mentre al sud si confermano in particolare la Campania, Siclia e Sardegna.
Per Luca Corti, country manager Italia di Mastercard, «l’Italia conferma ancora una volta la sua straordinaria capacità di attrarre visitatori da tutto il mondo. Come Mastercard, il nostro impegno è mettere innovazione e tecnologia al servizio di questa attrattività».
I turisti internazionali si dimostrano attratti non solo dalle grandi destinazioni ma anche dai piccoli centri: nel quadrimestre estivo si evidenzia una spesa turistica nei borghi pari all’8% della spesa complessiva nazionale, con una componente internazionale vicina alla media complessiva. La diffusione capillare del turismo al di fuori del tradizionale tour turistico «può essere un argine contro lo spopolamento delle aeree interne» sottolinea Fiorello Primi, presidente di Borghi d’Italia, l’associazione nata nel 2002 con lo scopo di valorizzare i piccoli centri sotto i 15mila abitanti che conta oggi 382 associati.
«Complessivamente rappresentiamo 1,5 milioni di abitanti con posti letto in crescita nel 2025 del 17%, pari a 300mila. Nel 2025 gli arrivi sono stati 7 milioni (+6%) e le presenze 22 milioni (+3%) ma gli stranieri sono cresciuti del 7%». L’afflusso turistico nei piccoli centri consente di riavviare attività che frenano la crisi demgrafica delle aree interne.
La rilevaziolne MAstercard permette di capire il comportamento di spesa dei viaggiatori: gli statunitensi spendono su retail il 25% del totale (soprattutto abbigliamento); gli spagnoli sono orientati soprattutto al food (ristorazione e GDO al 45%), mentre «i turchi hanno un profilo Retail, che impatta per oltre il 45% e soprattutto abbigliamento».

