
Sette prenotazioni su dieci sono relative a un viaggio a breve raggio: i connazionali faranno rotta principalmente verso Italia (23%), Spagna (20%) e Francia (7%)
Le temperature record registrate quest’anno, oltre a mettere a repentaglio la salute dei cittadini e causare forti disagi al settore agricolo, hanno anche avuto ripercussioni sulle abitudini degli italiani in merito alle vacanze estive. La morsa dell’afa che ha stretto il paese a più riprese da fine maggio in avanti ha spinto molti connazionali a rimandare a settembre le partenze per evitare il caldo asfissiante degli ultimi mesi. Secondo i dati rilevati dall’agenzia di viaggi online eDreams, le destinazioni più ricercate si affacciano sul Mediterraneo. Sette prenotazioni su dieci sono relative a un viaggio a breve raggio: il 23% ha scelto le mete turistiche italiane, il 20% la Spagna e il 7% la Francia.
Nonostante la quinta ondata di calore del 2026 stia entrando nel vivo – venerdì 28 agosto le temperature toccheranno picchi superiori a 40 gradi in numerose città del Centro-Sud della penisola – la stagione estiva sta volgendo al termine, e le temperature, già dalla fine del weekend, dovrebbero calare sensibilmente per lasciare posto a giornate più fresche e vivibili. Le città italiane da bollino rosso, il livello massimo di allerta, a partire dal fine settimana cominceranno a diminuire: sabato 29 agosto da nove scenderanno a cinque, tutte localizzate al Sud (Bari, Catania, Messina, Palermo e Reggio Calabria), che è stato maggiormente interessato dall’ultima fiammata dell’estate.
Saranno quindi in molti a sfruttare l’allentamento della morsa dell’afa per godersi le città d’arte e le spiagge del Mediterraneo. I dati raccolti da eDreams mostrano che, tra gli italiani che viaggeranno a settembre, il 28% ha messo in calendario una partenza nella settimana del 30 agosto, il 25% nella settimana del 6 settembre e il 22% nella settimana del 13 settembre.
La maggior parte di chi ha deciso di andare in ferie in questo periodo – meno caldo ma anche meno affollato – ha prenotato da due a tre mesi prima di partire (45%) e il 38% addirittura più di tre mesi in anticipo. Spostando la lente sul periodo di permanenza, il 36% ha prenotato vacanze brevi, di 3 o 4 giorni, mentre il 25% si concederà un break di 7-13 giorni. Per quanto riguarda i turisti che dall’estero raggiungeranno l’Italia nei giorni conclusivi dell’estate, i principali paesi di provenienza sono Spagna (28%), Francia (25%) e Germania (14%).
Alla vigilia del grande controesodo che durerà fino a domenica e vedrà 25 milioni di veicoli mettersi in moto, si fanno i primi bilanci sulle ferie estive, specialmente in riferimento al caro prezzi che ha reso più dispendioso trascorrere qualche giorno in vacanza. Secondo uno studio dell’Istituto Demoskopika pubblicato in anteprima dall’Ansa, nei mesi di luglio e agosto 2026 i flussi turistici in Italia avrebbero generato una spesa complessiva di 20,4 miliardi di euro. Di questi, 541 milioni sarebbero riconducibili esclusivamente all’aumento dei prezzi.
Rispetto alla scorsa estate, come rivela l’analisi, la stessa vacanza è costata 2,86 euro in più per ogni pernottamento e 12,50 euro in più per soggiorno. L’impatto stimato raggiunge quota 244,5 milioni di euro a luglio e 296,3 milioni ad agosto. Si stima che nei due mesi le presenze siano quantificabili in 188,8 milioni di pernottamenti, generati da 43,3 milioni di arrivi.
L’indice nazionale dei prezzi al consumo turistico per l’intera collettività (Nict), elaborato da Demoskopika su dati Istat, registra, a luglio 2026, una crescita del 2,6% su base annua. Si tratta del valore più contenuto dell’ultimo triennio, che risulta inferiore rispetto al 2,9% dell’indice generale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (Nic). A rallentare, però, è la velocità dell’aumento, e non il livello dei prezzi, che a luglio risulta comunque superiore del 2,6% rispetto a quello dello stesso mese del 2025.
Il ministro del Turismo, Gianmarco Mazzi, ha manifestato entusiasmo per i risultati ottenuti quest’anno, sottolineando che la ricerca di Demoskopika conferma «l’ottimo andamento del turismo italiano nell’estate 2026. L’inflazione turistica si attesta al 2,6%, per il quarto mese consecutivo al di sotto dell’indice generale dei prezzi, circostanza che non si verificava dal 2023. Un bellissimo risultato al quale hanno contribuito le misure messe in campo dal governo sulla trasparenza dei prezzi, la qualità dell’offerta, la destagionalizzazione e il contrasto alle pratiche speculative».
Articolo precedente
Pensioni, dal primo settembre i pagamenti con il conguaglio fiscale del 730

