Tutta la bellezza della Valle D’Itria nelle stanze di Ottolire Resort

Nella campagna di Locorotondo, tra trulli antichi e cummerse di design, la famiglia Piccoli accoglie con il calore di casa ed è stata premiata con una Chiave Michelin

Il bisnonno di Michele Piccoli aveva venduto un asino per pochi soldi a Locorotondo. All’acquirente mancavano otto lire che avrebbe dovuto pagare, ma non pagò. E l’uomo passò il resto della sua vita a lamentarsi di quella somma mai recuperata, al punto che in paese presero a chiamarlo “Ottolire”. È questo l’aneddoto legato all’insegna di un resort raccolto, creato e gestito con molto amore e intitolato al bisnonno. È uno di quei quattro stelle dove non rimpiangi le cinque stelle. Nemmeno per un istante. Anzi trovi l’accoglienza calorosa e famigliare che tutti desideriamo, e che è tanto difficile trovare. Qui la famiglia c’è davvero.

La storia del resort comincia nel 1973 quando Michele e Vita Piccoli, all’epoca poco più che diciottenni, comprarono un gruppo di trulli diroccati da restaurare per mettere su famiglia. I lavori furono lunghi e impegnativi, ma alla fine realizzarono il loro nido, nella campagna piena di ulivi a due minuti dalla cittadina, dove crebbero i figli Erasmo e Antonella. Oggi sono proprio loro, insieme ai rispettivi coniugi, Anastasia e Angelo, che hanno recuperato la tenuta di famiglia trasformandola in una casa pugliese per tutti. Ottolire Resort è prima di tutto un giardino bellissimo, è un uliveto e un gruppo di trulli antichi. Ma è anche un’architettura contemporanea con le nuove cummerse ispirate a quelle tipiche di Locorotondo, con i tetti spioventi e le facciate in pietra bionda. Ospitano le camere, alcune su due piani, spaziose e inondate dalla luce del sud. Il design è attuale, pulito, essenziale, con alcuni pezzi unici – una poltrona in cuoio, una credenza Mid Century, un lampadario a sfere bianche come lune piene – che creano [...]

Continua a leggere su: Il Sole 24 Ore

Articoli correlati