Tutto pronto a Parma per la Cena dei Mille

L’esperienza di alta cucina attira quasi un centinaio di ospiti stranieri mentre la città registra un aumento delle presenze turistiche

Sono stato svelato il menu di quattro portate che verrà servito durante la settima edizione della Cena dei Mille che si terrà nel centro storico di Parma il prossimo 8 settembre. Il “guest chef” è Gennaro Esposito, due stelle Michelin patron de La Torre del Saracino a Vico Equense nei dintorni di Napoli, il cui nome entra nell’albo d’oro dell’evento insieme a star della cucina italiana e internazionale tra cui Carlo Cracco, Chicco Cerea, Davide Oldani e Giancarlo Perbellini. La Cena dei Mille rappresenta un’esperienza unica e i mille biglietti sono andati sold out in soli 6 minuti, nel 2025 servì quasi un’ora, attirando appassionati da tutta Italia. Oltre 80 sono stati comprati da appassionati di tutta Europa e non mancherà chi arriva dagli Usa e addirittura dall’Australia. Parte del ricavato è devoluta in beneficenza, tra gli altri, all’Emporio solidale di Parma.

Ad aprire la serata, organizzata con il Comune di Parma, sarà il rito conviviale dell’aperitivo con 18 postazioni. Dodici dedicate al food: sei rappresenteranno le filiere della Parma Food Valley: Parmigiano Reggiano, Prosciutto di Parma, pasta (Barilla), pomodoro (Mutti e Rodolfi Mansueto), latte (Parmalat) e alici (Delicius, Rizzoli Emanuelli e Zarotti). Un gruppo di multinazionali forti di un fatturato al consumo da 12,5 miliardi di euro nel 2025 (+8,7% sul 2024). Le altre sei postazioni vedranno come protagonisti i Consorzi di Tutela di Culatello di Zibello, Coppa di Parma e Salame Felino, Salumi Dop Piacentini e Fungo di Borgotaro, insieme a Coppini Arte Olearia e a Destinazione Turistica Emilia con l’Aceto Balsamico Tradizionale di Reggio Emilia. Le restanti sei infine saranno dedicate al beverage, equamente suddivise tra vini, analcolici e mixology.

L’antipasto sarà di Parma Quality Restaurants, con una «Vellutata di pomodoro, verdure croccanti, gambero e olio al basilico», scelta che rende omaggio al territorio. «Nasce dalla volontà di rendere omaggio a Parma partendo da un ortaggio fortemente radicato sul nostro territorio – spiega Enrico Bergonzi, presidente del Consorzio che riunisce oltre 40 ristoratori della provincia –. Il pomodoro diventa base di un gazpacho rivisitato, con sedano, basilico e cetriolo a donare croccantezza e freschezza, e la sorpresa del mango a conferire una nota esotica».

Il primo piatto porta la firma del guest chef Gennaro Esposito che ha scelto il suo iconico «Minestra di pasta mista con pesci di scoglio» per omaggiare la Parma Food Valley. Il secondo di Chef to Chef Emilia Romagna, «Bue bianco, pesca di vigna e tartufo di Fragno», dedicato alla memoria contadina della zona. «È un piatto che prende spunto dal passato, quando i buoi erano parte integrante del lavoro nelle campagne parmensi e le macellerie si fregiavano di proporne le carni succulente nei periodi di festa – racconta Massimo Spigaroli, presidente onorario di Chef to Chef Emilia Romagna e presidente di Fondazione Parma Unesco –. Da lì l’idea di rivalutare queste carni importanti, che ormai stanno scomparendo». Il bue, ingrassato sei mesi per la massima infiltrazione di grasso, viene affettato finemente, arrotolato e finito in forno, con una salsa ricavata dai ritagli e arricchita di tartufo, accanto alle pesche tardive di vigna bagnate con vino Fortana.

Alma, la Scuola internazionale di cucina italiana, sceglie l’”Oro della Bassa”. «Volevamo una chiusura dolce che raccontasse la ricchezza vegetale della Bassa – spiega Matteo Berti, direttore didattico della scuola –. Sotto forma di panna cotta trova spazio una delle piante tipiche locali, il meliloto, mentre l’inserto di crema inglese al polline ne riprende la dolcezza e la caleidoscopica varietà vegetale».

Le portate saranno accompagnate dalle bollicine del Consorzio del Franciacorta, nuova partnership 2026, dai vini del Consorzio dei Vini dei Colli di Parma che abbinerà la portata di Alma con una Malvasia dolce spumante Doc e dalle cantine Venturini Baldini e Il Poggiarello. Come acque San Pellegrino e Acqua Panna. La preparazione e il servizio vedranno impegnati almeno 200 tra cuochi e camerieri.

Per la mise en place Bormioli Luigi firmerà i sottopiatti in vetro opale, mille pezzi dedicati all’edizione 2026 caratterizzati da una decorazione che richiama l’Ospedale Vecchio di via D’Azeglio, uno dei luoghi storici più rappresentativi della città. Come tradizione al termine della serata i commensali potranno portare con se questo oggetto unico. Bormioli Luigi fornirà inoltre un calice della collezione Vinoteque. Coccinelle, famoso brand di borse e accessori, firma i mille braccialetti numerati in pelle con i loghi serigrafati in oro di Coccinelle e dell’evento, in un raffinato rosso intenso che richiama i valori di passione e convivialità della giornata. In altre parole un ricondo unico.

La Cena dei Mille nasce su iniziativa della Fondazione Parma Unesco Creative City of Gastronomy e del Comune di Parma e anno dopo anno è diventato un volano del territorio e delle sue gemme dell’agrifood e turistiche. Infatti il mese di settembre è tra quelli con il maggior afflusso di visitatori: nel 2025 furono oltre 47mila con un 21% rispetto l’anno precedente. Il capoluogo è tra quelli della regione con gli incrementi maggiori (+15,4%) di presenze turistiche anche grazie alla strategia di promozione integrata del territorio, fondata sulla qualità dell’offerta culturale e sulla collaborazione tra istituzioni e operatori locali. In questo disegno, l’offerta enogastronomica resta uno dei fattori di attrattività della città, e la Cena dei Mille ne rappresenta uno degli strumenti più efficaci: un evento che genera visibilità mediatica, attira pubblico da tutta Italia e dall’estero, e contribuisce a posizionare Parma come meta turistica anche al di fuori dei mesi di alta stagione. Nella strategia di valorizzazione turistica, si evidenzia infine la nascita della Fondazione “Parma Welcome”, la nuova Destination Management Organization (DMO) per la promozione, valorizzazione e sviluppo turistico del territorio. La Fondazione coinvolge enti istituzionali e soggetti economici rappresentativi del comparto, con l’obiettivo di coordinare le politiche di accoglienza, promozione e gestione dei flussi turistici in un’unica visione condivisa, e di perseguire la destagionalizzazione dei flussi sull’intero territorio provinciale, dalla Bassa all’Appennino.

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