Ue, accordo sulla vigilanza centralizzata dei mercati finanziari

I Ventisette trovano l’intesa su un testo che «annacqua» la proposta originale della Commissione europea

BRUXELLES – Dopo anni di dubbi e ritrosie e dopo mesi di negoziato, i Ventisette hanno trovato oggi, venerdì 9 ottobre, un accordo politico in vista di una vigilanza centralizzata dei mercati finanziari. L’intesa tra i governi, sotto l’egida della presidenza irlandese dell’Unione europea, sarà ora oggetto di negoziato con il Parlamento in vista del compromesso finale. La Commissione europea ha criticato un accordo che annacqua la sua proposta, definendo l’intesa «un segnale sbagliato» lanciato agli investitori.

«Il Consiglio ha raggiunto un accordo sul pacchetto. Il testo giuridico sarà ora finalizzato per rispecchiare l’intesa raggiunta e sarà poi formalmente approvato in una prossima riunione del Consiglio», ha detto il ministro irlandese delle Finanze Simon Harris. «Spero che, col tempo, la decisione presa oggi possa essere considerata una tappa fondamentale per l’Unione europea e per la nostra economia». La frammentazione dei mercati è uno dei maggiori ostacoli al rilancio economico dell’Unione europea.

Il compromesso tra i paesi membri annacqua in parte la proposta della Commissione europea. In particolare, introduce limiti al trasferimento di competenze all’autorità europea Esma, la quale si occuperà di sorvegliare solo i mercati più grandi. Secondo le informazioni circolate a margine della riunione, Deutsche Börse sarebbe per ora esclusa dalla vigilanza a livello europeo. Anche per questo motivo, la commissaria agli affari finanziari Maria Luís Albuquerque si è detta contrariata.

«Ci sono due aree cruciali in cui il compromesso si distanzia delle ambizioni proposte dalla Commissione: la “governance” e il grado di centralizzazione della supervisione», ha spiegato la signora Albuquerque. Oltre a Deutsche Börse vengono escluse dalla competenza diretta di Esma anche alcune importanti controparti centrali, che forniscono servizi di compensazione, e alcuni depositari centrali di titoli. La commissaria ha preso posizione netta nel tentativo di influenzare il prossimo negoziato con il Parlamento.

Positivo è stato il ministro italiano dell’Economia Giancarlo Giorgetti: «Ritengo che raggiungere un compromesso tra 27 Paesi sia un grande successo politico (…) In questo caso il detto che il meglio è nemico del bene si addice molto e noi guardiamo al bicchiere mezzo pieno». Secondo l’uomo politico, «il pacchetto rafforza l’integrazione dei mercati e dota l’Esma di responsabilità più ampie e di una governance più adatta a esercitarle». Nuovo presidente dell’Esma è l’italiano Carlo Comporti.

Più in generale la speranza è che nell’integrare maggiormente i mercati comunitari, il risparmio europeo possa rimanere in Europa, anziché scappare negli Stati Uniti o in Asia, e quindi finanziare l’economia europea. Il pacchetto su cui i ministri hanno trovato un primo accordo comporta l’emendamento di 18 testi legislativi. Il rafforzamento della vigilanza finanziaria a capo dell’Esma giunge un decennio dopo il trasferimento della vigilanza bancaria in capo alla Banca centrale europea.

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