Intervista a Milano Finanza: «La crisi dei migranti dimostra che l’Europa deve proteggere i confini»
Sulla vicenda degli Ets «voglio essere molto chiara: la proposta di revisione presentata dalla Commissione europea non ci soddisfa affatto. Contiene alcuni elementi positivi che raccolgono anche diverse nostre istanze e sono il primo risultato del lavoro degli scorsi mesi, ma non è sufficiente. Ecco perché l’Italia intende essere protagonista del negoziato e – come già fatto efficacemente per la revisione della Legge Clima – fare blocco comune insieme alle altre Nazioni che, su questo fronte, la pensano come noi e che con noi stanno chiedendo all’Europa un cambio di passo». Così la premier Giorgia Meloni, in un’intervista a Milano-Finanza.
Per quanto riguarda il nodo migranti e il caso Ceuta, la premier sottolinea che «la stragrande maggioranza delle Nazioni europee condivide la posizione che l’Italia ha espresso in questi giorni cioè che la priorità dell’Europa sia proteggere le frontiere esterne dall’immigrazione incontrollata, escludere ogni rischio di sicurezza e terrorismo, difendere la libertà di circolazione che è alla base del sistema Schengen». «La grave crisi migratoria che si è aperta a Ceuta e la possibile nuova ondata, prevista dalle stesse autorità spagnole per il 15 agosto, ci impongono la massima attenzione e la necessità di continuare ad adottare tutte le misure necessarie», assicura Meloni.
Un passaggio dell’intervista è sugli interventi a tutela delle famiglie. Il governo utilizzerà i 14 miliardi di euro di risorse aggiuntive disponibili nel prossimo biennio per intervenire sul caro energia e ridurre i costi per famiglie e imprese, spiega la premier, il cui esecutivo cercherà di «mitigare l’impatto dell’aumento dei prezzi sulle famiglie vulnerabili e sulle imprese, ma più in generale di tutti gli italiani».
Sul nucleare Meloni conferma: «Siamo determinati ad andare avanti, con grande velocità e concretezza», ritenendolo «la vera soluzione per la nostra sicurezza energetica e per avere, nel medio e lungo periodo, costi nettamente più bassi rispetto agli attuali».
Sul fisco, Meloni rivendica gli interventi realizzati sul ceto medio: «Ogni anno, tra taglio del cuneo e tagli dell’Irpef, rimettiamo nelle tasche degli italiani 21 miliardi di euro».
«L’economia italiana sta tenendo bene e i dati dei primi due trimestri 2026 sono incoraggianti – evidenzia Meloni -. Quando questo governo si è insediato il rapporto deficit-Pil era all’8,1%. Oggi quel rapporto è sceso al 3,1%, quindi ben cinque punti in meno. Ci siamo riusciti senza tagliare, ma anzi aumentando le spese fondamentali. Come quelle per la sanità, il welfare e i contratti pubblici», dice.
Quanto al risiko bancario, Meloni ribadisce la neutralità dell’esecutivo: «Non siamo parte attiva nelle attuali dinamiche di mercato che interessano il settore bancario».
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