
Sfogliando nell’offerta globale di streaming, satellite e digitale terrestre, ecco una selezione dei titoli da non farsi scappare
The Shards (Disney+) la serie televisiva ideata da Ryan Murphy e Bret Easton Ellis è forse quanto di meglio è andato in onda a settembre. Ti porta esattamente dove lo scrittore voleva. Al contrario Monster: La storia di Lizzie Borden (Netflix) – c’è sempre Ryan Murphy di mezzo – usa i fatto di cronaca giudiziaria come pretesto per rendere moderna una storia dell’epoca vittoriana. Sue due serie ben fatte e gradevoli che dimostrano ancora una volta quanto l’algoritmo sia sempre di più capace di intercettare i gusti del pubblico. Hanno vinto loro, non c’è dubbio. Veniamo ora ad ottobre. L’attesa personale è tutto per VisionQuest la miniserie televisiva e basata sul personaggio di Visione di Marvel Comics che torna dopo una pausa di 11 anni. Nel 2015 il pubblico l’accolse con entusiasmo sperando che fosse l’ìnizio di un soprpendente ciclo di serie sui supereroi da piccolo schermo. La sorpresa ci fu, ma in negativo. Buona visione.
Ancora una “rilettura moderna di un grande classico”, roba da montagne russe. Mi chiedo perché imbarcarsi in una impresa simile. Basta un attimo per tradire lo spirito di un libro, figurarsi se si tratta di un capolavoro come quello del premio Nobel John Steinbeck. Non stupisce quindi che Netflix si sia presa ben quattro anni (tanti ne sono passati dall’annuncio) per confezionarne la trasposizione. Sette episodi ad altissima tensione emotiva.
Una serie leggera solo in apparenza, con quel ritmo corale e surreale che strizza l’occhio a Superstore, ma nobilitata da un cast di fuoriclasse guidato da Corrado Guzzanti, affiancato da Lucia Ocone, Matilde Gioli, Alessandra Mastronardi e Valentina Romani. Lo spunto è antico: una fila chilometrica, tutti bloccati sotto il sole in autostrada.
Tredici stagioni: chi vi scrive è fan della serie che ha vissuto però di alti e bassi. Più bassi che alti. Per celebrare il numero fatidico, Ryan Murphy – ancora lui – fa all-in e richiama l’artiglieria pesante del suo pantheon: Jessica Lange, Sarah Paulson, Evan Peters, Emma Roberts e Kathy Bates. Solo per appassionati.
Sì, è la Carrie del genio dell’horror Stephen King, quella anche che è stato portata sul grande schermo da Brian De Palma. Difficile fare meglio. Se cercate un film contro il bullismo, per le nuove generazioni, questo incubo è imperdibile.
Dopo una lunghissima attesa, Paul Bettany torna a infilarsi nei circuiti di Visione nello spin-off che chiude idealmente la trilogia inaugurata da WandaVision e proseguita da Agatha All Along. Senza più memorie umane né il calore della Gemma della Mente, il sintezoide intraprende un viaggio on the road esistenziale per capire cosa significhi avere un’anima quando si è nati macchina. WandaVision era perfetto. Agatha All Along un errore di percorso. VisionQuest dirà una parola definitiva.
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