Un futuro finanziario sicuro comincia dalla fiducia nel consulente

Il tema delle longevità e delle scelte di consulenza al centro della riflessione della prima giornata dell’Efpa Meeting 2026

La pianificazione finanziaria in un mondo in cui la longevità diventa un fattore diffuso è importante, però «tutto ha inizio da un punto», come è stato illustrato nella prima giornata dell’Efpa Meeting 2026, che ha come titolo appunto «Planning better, living longer». Un punto evidenziato nella prima giornata riguarda anche la difficoltà dei consulenti di puntare sulla pianificazione quando l’ottica degli strumenti di regolazione europea del settore, sembra restare più nell’ottica dei prodotti che del portafoglio. Ma il punto di avvio della navigazione tracciata dai diversi interventi ma anche il suo approdo è il tema della fiducia, che il consulente umano può instaurare con il risparmiatore e che è insostituibile da qualsiasi algoritmo.

La relazione introduttiva del Presidente di Eppa Italia (ente di certificazione delle competenze dei consulenti finanziari), Fabrizio Quaglio, e la successiva tavola rotonda con i vertici delle principali istituzioni del settore offrono una panoramica organica e strategica sul futuro della consulenza finanziaria. Quaglio, al suo esordio come presidente ha delineato le linee guida della presidenza articolandole su “cinque pilastri operativi”. Come primo punto, Quaglio propone di considerare la certificazione Efpa come la vera e propria “laurea” sul campo del consulente finanziario, uno standard formativo rigoroso in grado di qualificare la professione. Il secondo pilastro punta a dimostrare empiricamente, tramite la ricerca scientifica, la differenza qualitativa e i maggiori risultati di tutela prodotti dai professionisti certificati rispetto a chi non possiede tali qualifiche.

Con il terzo punto, il presidente affronta la sfida dell’invecchiamento demografico — che vede l’Italia al secondo posto nel mondo dopo il Giappone —, evidenziando la necessità di definire standard deontologici dedicati alla tutela dei clienti più fragili e di promuovere un patto intergenerazionale in cui il consulente agisca da cerniera tra le generazioni. Il quarto obiettivo riguarda il potenziamento della comunicazione verso l’esterno, affinché i risparmiatori riconoscano appieno il valore e il significato delle certificazioni professionali. Infine, il quinto pilastro riguarda l’integrazione dell’intelligenza artificiale come strumento al servizio dell’operatività. Quaglio sottolinea che, sebbene l’AI consenta di reperire informazioni con immediatezza, è la competenza umana a consentire di formulare le giuste domande e di maneggiare i concetti con consapevolezza, confermando che la fiducia e la relazione personale restano un patrimonio insostituibile che nessuna macchina potrà mai replicare.

Questo quadro programmatico trova un immediato sviluppo nel dibattito della tavola rotonda, aperto dall’analisi dei dati della ricerca Finer. Dal confronto emerge che l’89% dei clienti affiancati da consulenti certificati mette al primo posto la sicurezza economica futura, rispetto al 77% registrato tra i clienti di professionisti non certificati, a testimonianza di come la preparazione tecnica orienti le scelte di risparmio a lungo termine. Intervenendo sul punto, Fabrizio Quaglio richiama l’attenzione sul profondo divario percettivo che caratterizza le giovani generazioni: il 63% della Generazione Z confida infatti di affrontare la terza età contando unicamente sulla pensione pubblica e sui sussidi statali. Di fronte a questa illusione di garanzia, Quaglio ribadisce come [...]

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