Un penalista ai vertici della Consulta, Francesco Viganò eletto nuovo presidente

La questione più delicata in agenda è il giudizio sulla nuova legge elettorale

Un penalista ai vertici della Corte costituzionale. La camera di consiglio tra i giudici della Consulta ha infatti eletto Francesco Viganò come prossimo presidente: assumerà l’incarico il 14 novembre, al termine del mandato di Giovanni Amoroso. Viganò, 60 anni, docente di Diritto penale dal 2016 in Bocconi sino alla chiamata alla Corte costituzionale da parte del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella nel 2018, resterà in carica sino all’8 marzo 2027 quando scadrà anche il mandato di giudice costituzionale.

Viganò è considerato il “cervello” penale della Corte, a lui sono state affidate alcune delle più delicate decisioni, anche sul piano politico, degli ultimi anni. Una per tutte, quella che poco più di un anno fa ha sancito la legittimità costituzionale della assai contestata cancellazione del reato di abuso d’ufficio dal nostro ordinamento penale. Analoga conclusione di legittimità anche in un’altra sentenza di meno di un anno fa sulla riforma del traffico d’influenze. Ma poi Vigano è stato relatore anche in altre pronunce su materie “sensibili”, come le intercettazioni ambientali nelle quali sono coinvolti anche parlamentari o sul trattamento sanzionatorio per corruzione.

Indiscutibile la questione principale che la Consulta a presidenza Viganò sarà chiamata verosimilmente ad affrontare: il giudizio sulla legittimità della nuova legge elettorale. Lunedì sono stati presentati 25 ricorsi in altrettanti tribunali del Paese e quello di Trento ha [...]

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