Il Giappone è sempre più cosciente del suo ruolo nel mantenimento degli equilibri politici e militari dell’Asia-Pacific
NEW DELHI – Quando lo scorso luglio il ministro della Difesa giapponese Shinjiro Koizumi ha presenziato al Farnborough International Airshow lo ha fatto in una duplice veste. Quella di cliente e quella di venditore. Sotto la spinta della premier Sanae Takaichi, Tokyo ha impresso un’accelerazione a un processo inaugurato nel 2016, quando l’allora premier Shinzo Abe coniò il concetto di Free and Open Indo-Pacific.
Negli ultimi 12 mesi le iniziative più evidenti sono state la decisione di esplicitare l’inevitabilità di un intervento al fianco di Taiwan in caso di invasione cinese; l’aumento, in tempi più rapidi del previsto, del budget per la difesa e il superamento di molti vincoli all’esportazione di armi.
Delle tre novità quella che non poteva passare inosservata a Farnborough era la terza. Anche perché Koizumi si è fatto ritrarre accanto a un modello in scala 1:1 del caccia di sesta generazione che sarà il fulcro del Global Combat Air Programme (Gcap), il progetto trilaterale a cui prendono parte Regno Unito, Italia e Giappone.
Oltre allo sviluppo di un velivolo con equipaggio, il programma sviluppato da Edgewing – una joint venture tra la britannica Bae Systems, l’italiana Leonardo e la giapponese Jaiec – mira a realizzare un ecosistema per il combattimento aereo, integrando sensori avanzati, intelligenza artificiale e la capacità di operare in coordinamento con sistemi autonomi e senza equipaggio.
La gestazione del programma di difesa più ambizioso mai intrapreso dal Giappone sta avvenendo in un contesto in rapida trasformazione. Colpa della crescente assertività cinese e della minore volontà di fornire garanzie ai propri alleati asiatici da parte degli Stati Uniti. Non a caso il Giappone sta speditamente ripensando la sua postura strategica.
Le National Security Strategy e National Defense Strategy elaborate nel 2022 saranno riviste prima ancora di raggiungere la metà del loro orizzonte temporale decennale, mentre la revisione del Defense Buildup Program è stata anticipata di un anno. «Tokyo – spiega il presidente della Prospect Foundation di Taiwan Lai I-Chung – si è resa conto che il contesto della sicurezza nella regione si sta deteriorando rapidamente e che deve essere in grado di rispondere in modo più autonomo».
In quest’ottica – oltre a solidificare i rapporti con gli altri Paesi della regione (secondo Janes, Singapore avrebbe manifestato interesse nel programma) – il Gcap consentirà di sostituire i Mitsubishi F-2 [...]

