«Una svolta in Europa per salvare l’industria»

Il presidente Ferraroni: «Rivedere le regole della transizione green e dotare Bruxelles di fondi adeguati alle sfide che ci attendono»

Un appello all’Europa, perché avvii una politica industriale di sostegno alla manifattura. E una richiesta al Governo, perché vari una legge di bilancio lungimirante, che non insegua il consenso immediato.

L’impresa di decidere, claim dell’assemblea annuale dell’Associazione degli Industriali di Cremona, sintetizza in fondo il senso del discorso del presidente Maurizio Ferraroni, che chiede anzitutto a Bruxelles un deciso cambio di rotta e azioni rapide, tenendo conto che «il tempo delle analisi è scaduto». Per un’Europa – spiega – che 70 anni fa poneva l’industria come punto di partenza e che oggi rischia invece di entrare in crisi proprio sui due pilastri sui quali era nata: manifattura ed energia.

L’auspicio è quello di poter compiere scelte altrettanto coraggiose e lungimiranti rispetto a quelle del passato, in primis rivedendo le regole su Ets e Cbam. «Così non salviamo il pianeta – spiega Ferraroni- ma stiamo semplicemente spostando le emissioni altrove, importando prodotti da paesi che adottano standard ambientali meno rigorosi».

Il timore è che si stia sgretolando il nostro tessuto manifatturiero all’interno di una competizione impari. «Noi europei – spiega – dobbiamo comptere rispettando norme e sostenendo oneri ai quali molti dei nostri concorrenti non sono soggetti».

La richiesta a Bruxelles è quindi quella di avviare una incisiva politica industriale, «finora rimasta più nelle intenzioni che nei fatti».

Punto di partenza in questa direzione deve essere proprio l’energia, prevedendo una transizione fondata su obiettivi realistici e tempi sostenibili, diversificando le fonti senza escludere alcuna soluzione a priori e affrontando senza pregiudizi il tema del nucleare. Con l’obiettivo finale di creare un mercato comunitario che vada oltre i confini nazionali, garantendo in ultima analisi prezzi più competitivi. In generale, Ferraroni spiega come sia indispensabile coniugare sostenibilità ambientale ed economica: «senza questo equilibrio condanniamo il nostro Continente ad un inesorabile declino».

Temi critici e rilevanti quelli da affrontare, a fronte dei quali il budget in discussione da 2mila miliardi pare [...]

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