
AI al centro della ricerca scientifica, nuovi bandi per il diritto allo studio: così l’ateneo lavora per trattenere giovani e competenze sul territorio. Il rettore Greco: «Apriamo orizzonti per chi resta in Calabria»
L’Unical vola nelle classifiche mondiali delle università grazie a discipline e prestazioni in cui raggiunge l’eccellenza: l’Ingegneria informatica, ad esempio, spinge l’Università della Calabria al primo posto fra gli atenei italiani nel Global Ranking of Academic Subjects 2026 di Shanghai, entrando con Computer Science & Engineering nella fascia 101-150 della graduatoria. Lo scorso anno era circa 100 posizioni più giù.
«Parliamo di un settore strategico per la ricerca scientifica e per lo sviluppo tecnologico – commenta il rettore dell’Università della Calabria Gianluigi Greco, che sta imprimendo un’accelerazione proprio su ricerca e innovazione –. Il dato più significativo di questo ranking riguarda il corpo docente, considerata la forte crescita dell’indicatore World-Class Faculty, riferito alla presenza di ricercatori altamente citati, con riconoscimenti scientifici, incarichi editoriali e ruoli di responsabilità nelle organizzazioni internazionali. Questi risultati sono maturati all’interno di una comunità capace di formare giovani studiosi, partecipare a reti scientifiche internazionali e dare continuità alla ricerca. Ecco, è questo ecosistema, insieme all’apertura verso collaborazioni esterne e ambiti applicativi diversi, ad aver reso l’Unical competitiva in un settore nel quale la qualità si misura necessariamente su scala globale».
Ma il primato nel ranking di Shanghai non è un exploit isolato. Sono 50 anni che l’università calabrese investe nell’Informatica: il Centro di calcolo dell’ateneo nacque nel 1975 e quattro anni dopo si costituì il consorzio per la ricerca e le applicazioni informatiche. L’università calabrese è stata quindi pioniera nel settore, laureando nel 1991 il primo ingegnere informatico d’Italia. «Negli ultimi vent’anni l’attrattività dell’Unical si è fondata soprattutto sulla reputazione scientifica costruita nell’intelligenza artificiale – sottolinea Greco, che nel campo è fra i massimi esperti -. Diversi studiosi dell’ateneo hanno ottenuto il titolo di “Fellow” delle principali associazioni internazionali del settore, riconoscimenti per pubblicazioni presentate alle conferenze mondiali, incarichi e ruoli di responsabilità nelle organizzazioni scientifiche. E c’è ancora un altro elemento decisivo, la scelta dell’ateneo di non chiudersi, di non reclutare solo al proprio interno, di non accontentarsi di una prospettiva provinciale. L’Unical si è aperta alle chiamate esterne, ha cercato talenti anche fuori dall’Italia. L’arrivo del professore Georg Gottlob, tra i più autorevoli informatici al mondo, dopo una lunga carriera a Vienna e a Oxford, è un segnale forte per l’intera comunità scientifica internazionale».
Cuore dei dipartimenti di Ingegneria informatica e di Matematica, realtà accademiche con identità scientifiche differenti ma fortemente complementari, «l’intelligenza artificiale segue un approccio che integra il ragionamento logico e simbolico con le tecniche di apprendimento automatico – spiega Gianluigi Greco -, dall’AI neuro-simbolica ai modelli linguistici di grandi dimensioni, fino ai sistemi ad agenti. Completano il quadro la data science, la cybersecurity e l’ottimizzazione, insieme alle ricerche su cloud ed edge computing, Internet of Things, sistemi cyber-fisici, telecomunicazioni e automazione, che portano l’intelligenza artificiale dentro dispositivi, infrastrutture e processi produttivi». L’obiettivo è costruire sistemi capaci di affrontare problemi complessi in modo spiegabile e verificabile, «perché oggi all’intelligenza artificiale si chiede di essere non solo potente, ma anche affidabile e trasparente. In questo settore il passo deve essere rapido ma consapevole – avverte il rettore, anche in veste di coordinatore del comitato istituito presso la presidenza del Consiglio dei Ministri per l’aggiornamento della strategia nazionale sull’Intelligenza Artificiale -. Dobbiamo partecipare da protagonisti alla ricerca e allo sviluppo di queste tecnologie, altrimenti saremo costretti a dipendere da sistemi progettati altrove. Allo stesso tempo, occorre formare persone in grado di comprendere, verificare e governare gli algoritmi. L’Europa ha scelto una visione antropocentrica e credo che questa debba restare la nostra direzione: non per rallentare l’innovazione, ma per renderla affidabile e metterla al servizio delle persone, dei loro diritti e della qualità della loro vita».
Così, nel solco di un nuovo umanesimo digitale, il territorio resta in primo piano. « Siamo un ateneo giovane, in una regione considerata periferica, che compete con le migliori università. Qui, sul territorio, lasciamo prima di tutto competenze. Le vediamo nei professionisti che ha formato, nelle imprese nate dalla ricerca, nelle aziende che hanno scelto quest’area perché qui trovano giovani preparati. Non è un effetto collaterale: è la ragione stessa per cui questa università è nata. Quando, all’inizio degli anni Settanta, si decise di costruire un campus ad Arcavacata, l’idea era chiara, creare un luogo capace di cambiare la Calabria attraverso la forza della cultura e dell’innovazione. Quella vocazione originaria è ancora oggi la bussola di ogni nostra scelta».
Ed è anche il senso del nuovo bando per il diritto allo studio che prevede più posti nelle residenze e il pagamento anticipato delle borse di studio. E del reddito di merito, promosso dalla Regione insieme agli atenei calabresi, che sostiene con un contributo mensile gli studenti più meritevoli. «È un segnale importante, il talento dei nostri ragazzi viene riconosciuto. E restare in Calabria diventa una scelta concretamente sostenuta. L’internazionalizzazione segue la stessa logica, in entrata e in uscita. Vogliamo attrarre studenti e ricercatori stranieri e, allo stesso tempo, offrire ai nostri giovani esperienze nelle migliori università partner – conclude il rettore dell’Unical -. Non per preparare nuove partenze, ma per aprire orizzonti».
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