A margine della riunione del Consiglio Affari Esteri in formato “Difesa”, che si è svolta lunedì 28 settembre a Bruxelles, il ministro della Difesa Guido Crosetto ha incontrato l’omologa spagnola Margarita Robles Fernández
La Spagna apre all’ipotesi, sostenuta anche da Italia e Francia, di avviare una nuova missione europea in Libano, in vista della scadenza a fine anno del mandato della missione Onu Unifil. Madrid propone anche una seconda soluzione, che però allo stato attuale appare poco realizzabile, in quanto non sostenuta da Usa e Israele: il rinnovo della missione delle Nazioni Unite.
A margine della riunione del Consiglio Affari Esteri in formato “Difesa”, che si è svolta lunedì 28 settembre a Bruxelles, il ministro della Difesa Guido Crosetto ha incontrato l’omologa spagnola Margarita Robles Fernández. «Focus Libano, in vista della scadenza del termine della missione UNIFIL. Italia e Spagna condividono la necessità di lavorare insieme a una soluzione che consenta di preservare l’impegno internazionale in Libano, valutando il rinnovo della missione o l’avvio di una nuova iniziativa sotto egida europea» ha scritto Crosetto su X, al termine dell’incontro. «Al centro del confronto – si legge ancora – anche il rafforzamento della Difesa europea, la sicurezza marittima e il contributo alle missioni navali EUNAVFOR ATALANTA e ASPIDES, che vedono Italia e Spagna impegnati in prima fila a tutela della sicurezza e della libertà di navigazione».
Nel quadro delle discussioni sul futuro del Libano e sulla transizione successiva alla fine di Unifil, si sta dunque delineando l’ipotesi di una nuova missione della Ue (principalmente orientata al supporto, all’addestramento e al rafforzamento delle forze armate libanesi). Italia e Francia sono i principali promotori di questo scenario.
In occasione del Vertice intergovernativo Italia-Francia che si è svolto ad Antibes il 25 giugno, preso atto che Unifil è giunta a scadenza naturale in un contesto di fortissima tensione e rischi sul campo, la premier italiana Giorgia Meloni e il presidente francese Emmanuel Macron hanno deciso di promuovere e lanciare una nuova coalizione internazionale. Sulla crisi in Libano, «Italia e Francia possono fare la differenza – ha sottolineato in quella occasione Meloni -: a fine anno terminerà la missione Unifil» e abbiamo deciso di «lanciare una coalizione per il sostegno del Libano post-Unifil, immaginando presto una conferenza internazionale», ha continuato la premier . In vista della fine del mandato dell’Unifil, «dobbiamo darci nuove prospettive e cominciare a collaborare con le autorità libanesi per costruire una soluzione che appoggi le forze di sicurezza libanesi e sulla base di questo programma cercare di creare una collaborazione più ampia possibile, una forza multinazionale che agisca a fianco delle forze armate libanesi» ha aggiunto Macron. «Il mandato deve essere il più chiaro possibile, la missione più efficace possibile con l’obiettivo di garantire la sopravvivenza libanese, l’integrità territoriale del Libano e attuare ciò che il presidente Aoun ha dichiarato sin dal primo giorno del suo incarico, il monopolio delle armi nelle mani delle forze armate libanese» ha concluso il presidente francese. «Il nostro impegno è rimanere in Libano anche dopo la missione Unifil – ha sottolineato ad agosto il ministro degli Esteri Antonio Tajani – . Vogliamo garantire la restituzione del territorio alla sovranità di Beirut».
Al termine del Consiglio informale difesa che si è svolto il primo settembre, l’Alto rappresentante Ue Kaja Kallas aveva fatto un primissimo punto. «I ministri – ha spiegato in quella situazione – hanno discusso i nostri piani per una nuova missione dell’Ue volta a fornire consulenza e addestramento alle forze armate del Libano, anche in materia di frontiere e questioni marittime. L’Ue – aveva aggiunto – non intende sostituire l’Unifil. Stiamo investendo nella capacità del Libano di garantire autonomamente la propria sicurezza. Il nostro obiettivo è rafforzare le forze armate libanesi e la capacità dello Stato libanese di garantire la sicurezza su tutto il proprio territorio». La pianificazione, aveva aggiunto Kallas, sta «procedendo bene» e si attende una decisione entro ottobre.
Il generale Luciano Portolano, capo di Stato maggiore della Difesa, nei giorni scorsi ha posto l’accento su quello che ha costituito e costituisce il vero punto debole della missione Unifil. Il limite, ha detto. «non è stato nel mandato, chiaro e adeguato, bensì in regole d’ingaggio che hanno ridotto l’efficacia della forza di pace». Portolano ha anche aggiunto: «Proviamo a immaginare cosa sarebbe stato il Sud del Libano senza i Caschi Blu, e cosa potrebbe diventare domani senza un adeguato sostegno internazionale».

