“Urchin”, coraggioso esordio di Harris Dickinson

Nelle sale l’opera prima del noto attore britannico e l’animazione di “Wildwood”

Un’opera prima che non lascia indifferenti: si può riassumere così “Urchin”, film protagonista del weekend in sala ed esordio dietro la macchina da presa del noto attore Harris Dickinson.

Protagonista di “Triangle of Sadness” di Ruben Östlund (Palma d’oro al Festival di Cannes 2022) e interprete di film come “The Warrior – The Iron Claw” e “Babygirl”, oltre che futuro John Lennon nella tetralogia sui Beatles a cui sta lavorando Sam Mendes, Dickinson è diventato un nome importante negli ultimi anni, interpretando spesso figure di uomini belli e seducenti.

Anche per questa ragione colpisce che abbia deciso di passare dietro la macchina da presa con un film rischioso, con cui ha dovuto davvero “sporcarsi le mani” per raccontare una storia tutt’altro che semplice ed edulcorata: al centro della vicenda c’è Mike, un senzatetto che sopravvive tra le strade di Londra, segnato da un passato difficile e intrappolato in un circolo vizioso di autodistruzione. La sua quotidianità è fatta di lavoretti saltuari e piccoli furti, fino a quando un arresto e la detenzione lo costringono a fermarsi e riflettere sulla propria vita. All’uscita dal carcere, con l’aiuto dei servizi sociali, Mike cerca di ricominciare tutto da zero per ricostruirsi un’esistenza dignitosa, ma ogni passo verso la rinascita si scontra con ostacoli tangibili e invisibili. Le sue vecchie abitudini, i traumi irrisolti, le dipendenze e la durezza di un mondo che non sempre tende la mano, sono sempre lì.

Presentato nella sezione Un certain regard del Festival di Cannes 2025, “Urchin” è un film che parla di un percorso verso la redenzione, descrivendo con forza la fragilità umana e il desiderio di cambiamento.

Seppur vada evidenziato come il film cada in qualche stereotipo, la narrazione riesce però a coinvolgere grazie alla capacità di Dickinson di trattare con toni intimi e delicati un personaggio tutt’altro che semplice da riprendere.

Sarà forse anche per la sensibilità attoriale del regista, ma tra i pregi [...]

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