
I numeri del Rapporto di Sostenibilità 2026 elaborato da Fondazione Utilitatis per Utilitalia. I settore che accentrano più fondi: idrico e transizione (con decarbonizzazione, economia circolare, digitalizzazione)
Le utility hanno realizzato nel 2025 investimenti per 9,9 miliardi di euro, a fronte degli 8,5 miliardi dell’anno precedente: una crescita del 16,5%, mentre nel 2025 l’aumento era stato del 15%. Un impegno destinato a proseguire nei prossimi anni: per il triennio 2026-2028 le imprese hanno programmato ulteriori 29,7 miliardi di euro di investimenti.
Sono alcuni dei dati che emergono dal Rapporto di Sostenibilità 2026, “Il valore delle utilities per la transizione del Paese”, elaborato da Fondazione Utilitatis per Utilitalia su un campione di oltre 115 imprese associate e presentato a Ecomondo a Rimini.
I due maggiori filoni che hanno concentrato l’impegno economico delle utility sono quelli del servizio idrico e della transizione. Nel settore dell’acqua gli investimenti hanno raggiunto i 4,4 miliardi di euro, destinati al rinnovo delle reti, alla riduzione delle perdite, alla sicurezza dell’approvvigionamento e al miglioramento dei sistemi di depurazione. Oggi la quota di rete idrica distrettualizzata e telecontrollata raggiunge il 59%, mentre il 92% dei fanghi di depurazione è destinato a riutilizzo o recupero, indica il rapporto.
Oltre 3,4 miliardi di euro sono destinati dalle utility a tre direttrici fondamentali della transizione: 1,6 miliardi alla decarbonizzazione (rispetto agli 1,3 miliardi del 2024), 1 miliardo all’economia circolare (in linea con il 2024), e 822 milioni alla digitalizzazione, in crescita rispetto ai 780 milioni dell’anno precedente.
Tra i risultati già raggiunti dall’impegno in questa direzione, il taglio delle emissioni: l’analisi condotta su un campione omogeneo di imprese evidenzia, rispetto al 2019, una riduzione del 18% delle emissioni dirette di gas serra e del 17% di quelle indirette associate all’energia acquistata. L’84% dell’elettricità prodotta dalle utility del campione proviene da fonti rinnovabili. Mentre sul fronte ambientale, il 97% dei rifiuti urbani differenziati raccolti viene avviato a riciclo,
Per i prossimi anni, dei 29,7 miliardi di euro di investimenti programmati tra il 2026 e il 2028, il 39% riguarda il servizio idrico, il 12% la produzione di energia, l’11% le reti energetiche e il 10% i servizi ambientali.
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