
Parla il presidente del Consorzio vini, Nicolas Bovard: eventi climatici estremi, siccità e maturazione contemporanea di diverse varietà di uva rischiano di trasformare il lavoro delle aziende
«La vendemmia è cominciata l’11 di agosto ed è terminata a metà ottobre». Nicolas Bovard, 30enne presidente del Consorzio Vini Valle d’Aosta – 48 aziende aderenti che rappresentano circa il 97% della produzione regionale di vino Doc – delinea in poche parole quello che è stato il 2026 per la viticoltura regionale. Un segno tangibile del cambiamento climatico o, almeno, di un’annata anomala con temperature torride e scarse precipitazioni: un cocktail che ha messo alla prova le aziende vinicole valdostane.
«In passato la vendemmia non cominciava mai prima di metà settembre. Se guardiamo invece agli ultimi cinque anni possiamo pensare di essere di fronte a un vero e proprio trend», ricorda Bovard, che è anche presidente di Cave Mont Blanc de Morgex et La Salle, una società cooperativa con una produzione annua di circa 160mila bottiglie, vendute per il 40% in Valle d’Aosta, per un altro 40% in Italia e il restante all’estero.
Il clima particolare ha portato anche alla maturazione contemporanea di diverse varietà di uva, e questo «ha richiesto una gestione particolare [...]

