
Il generale in Piemonte per il convegno promosso dal sindacato Fsp della Polizia. L’idea di una «to-do-list» per i primi 100 giorni di governo
Partito tra le polemiche per il “bollino” come seminario formativo poi ritirato dal Viminale, è stato accompagnato da tensioni e scontri il convegno “Insicurezza urbana: il ruolo delle istituzioni e degli imprenditori” promosso a Torino dal sindacato Fsp della Polizia di Stato che annovera il generale Roberto Vannacci come ospite d’onore.
Ad aspettare il leader di Futuro nazionale nei pressi dell’albergo dove si svolge l’evento, nella mattinata del 18 settembre, è stato un presidio antifascista. I manifestanti si sono avvicinati allo schieramento delle forze dell’ordine e hanno lanciato delle uova contro gli agenti, dai quali non è giunta alcuna risposta. Sono poi partiti in corteo lungo corso Duca degli Abruzzi.
Cori contro Vannacci
Tra cori e fumogeni, in circa 150, hanno scandito slogan come “Fuori Vannacci da Torino”, “Vannacci vai a casa”, “Siamo tutte antifasciste”. «Ci sono persone come Vannacci perché ancora non c’è una forza dal basso per rappresentare l’alternativa – hanno detto i manifestanti dal microfono – per noi è un obbligo essere qui per cacciare Vannacci e costruire un ponte popolare contro la guerra. Dobbiamo diventare una forza credibile in modo che le persone che muoiono di fame per questa guerra possano vederci come un’alternativa».
A margine della tavola rotonda, al bar con il deputato ex Fdi Emanuele Pozzolo, Vannacci annuncia l’idea di una «to-do-list per i primi 100 giorni di Governo». Un documento snello, fatto di 10-12 punti «credibili, fattibili e soprattutto importanti». E chissà se non sia quello l’abbozzo di piattaforma che il generale si è detto disponibile a offrire alla coalizione di Giorgia Meloni per ragionare su una possibile alleanza in vista delle prossime elezioni politiche.
Intanto la sottosegretaria all’Interno, Wanda Ferro, rispondendo a una interrogazione parlamentare che chiedeva se sulla scorta delle recenti notizie stampa relative a Vannacci e al partito da lui fondato, il Governo intenda avviare le iniziative di competenza per lo scioglimento di gruppi resisi responsabili di condotte integranti l’apologia del fascismo, ha chiarito che non è alle viste del Governo alcuna iniziativa. «Il sistema di libertà e garanzie preordinato dai Padri costituenti, proprio per proteggere i valori di libertà e prevenire possibili rigurgiti autoritari, si fonda sulla nettissima e qualitativa diversità tra l’espressione di idee, anche poco o per nulla condivisibili, e la realizzazione di minacce violente contro l’ordinamento democratico», ha spiegato. «A quell’insegnamento dei padri costituenti tutti i governi della Repubblica si sono sempre attenuti e certamente non saremo noi a venirvi meno».
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